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Plant meat, la carne del futuro è già qui

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di Stefania Carlevaro

Notizie dal mondo del #vegetarianesimo #crueltyfree #green.

➡️ L’intero articolo è di proprietà del magazine http://www.donnamoderna.com

Ogni diritto è riservato e ne è vietata la riproduzione senza citazione della fonte.

Le nuove generazioni la amano, i flexitariani la premiano e anche i carnivori cominciano a essere curiosi. Sì, perché queste polpette e salsicce assomigliano in tutto e per tutto alle altre, anche nel gusto. Ma sono fatte con proteine vegetali. E così bye bye all’inquinamento prodotto dagli allevamenti

La plant meat è il grande trend del momento. Si trova sotto forma di hamburger, cotolette, kebab, straccetti di pollo, salsicce, polpette, ragù, spezzatini: è simile nell’aspetto (e spesso anche nel gusto) alla carne vera e interessa non solo vegetariani e vegani, ma anche i cosiddetti flexitariani che sono onnivori ma tendono a ridurre sostanzialmente le proteine animali nella propria dieta. Ma non finisce qui. Ha trovato una schiera di sostenitori anche nella Gen Z sempre più interessata ad atteggiamenti alimentari rispettosi dell’ambiente.

La finta carne

Chiamata anche plant based o semplicemente fake, la finta carne è ottenuta da proteine vegetali e il motivo per cui coinvolge così tante persone di estrazione e interessi diversi è che è green: non proviene da allevamenti, è comunque ricca di proteine e porta a una riduzione dell’impatto sull’ecosistema.

«I nostri numeri parlano da soli» racconta Marta Residori, marketing & comunications manager Italia per Planted (eatplanted.com), start up svizzera con sede a Kemptthal (Zurigo) che dal 2019 produce alternative vegetali alla carne e conta un reparto di ricerca e sviluppo molto innovativo. «Per il nostro planted chicken utilizziamo il 46% di acqua in meno ed emettiamo il 74% di CO2 in meno rispetto al petto di pollo di allevamento. Possiamo calcolare l’impatto effettivo perché siamo responsabili di tutto il ciclo della produzione, dal seme fino alla distribuzione sugli scaffali e usiamo solo ingredienti europei: quattro in tutto».

I meat alternative disponibili sul mercato

Le proposte si moltiplicano: si possono avere prodotti già ricettati o naturali, da preparare in casa, frozen o freschi. È importante però controllare la lista degli ingredienti in etichetta. I primi meat alternative erano soprattutto a base di soia, ora si utilizzano molto le farine di pisello.

La base parte dalle proteine estratte dai legumi (farine e fibre) che vengono riadattate per avere un aspetto simile alla carne. Poi si aggiungono grassi vegetali, indispensabili per dare morbidezza, come burro di cacao, olio di colza, cocco o girasole o anche industriali (come i mono e digliceridi degli acidi grassi indicati con la sigla E471). La lista degli ingredienti può essere più o meno lunga e comprende altri tipi di farine (come proteine di riso integrale, avena, fagioli mungo).

Nelle versioni già pronte da consumare si aggiungono poi spezie, limone, aromi e spesso barbabietola: conferiscono alla plant meat colore e gusto il più simili possibile a una bistecca, un hamburger o una salsiccia. La sfida naturalmente è la riduzione degli ingredienti, senza perdere la promessa del gusto e del sapore della carne.

Il pesce vegetale

Altri due fattori importanti da considerare sono il valore calorico (in genere più elevato) e il prezzo. Ma i fake non si limitano alle alternative della carne, il nuovo mercato è il pesce con l’arrivo del tonno vegetale e dei bastoncini preparati con i fiocchi di riso.

La prossima grande scommessa sarà la cultured meat, cioè la carne in provetta, prodotta a partire dalle cellule staminali del tessuto muscolare dei bovini e nutrite in laboratorio per moltiplicarle con gli stessi mangimi utilizzati per gli animali. In poche settimane la carne sintetica è pronta e basta darle l’aspetto di quella vera.

Sarà questo il futuro della green meat? Per ora il processo è ancora in fase di studio perché lungo e costoso. E poi mancano ancora le autorizzazioni dell’organismo Ue per la sicurezza alimentare.

Se tutti fossimo vegani ci sarebbe un drastico calo dei gas serra: “Emissioni bloccate per 30 anni”

Diritti riservati https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/se-tutti-fossimo-vegani-ci-sarebbe-un-drastico-calo-dei-gas-serra-emissioni-bloccate-per-30-anni/
https://www.fanpage.it/

Grazie a un modello matematico due scienziati hanno determinato che una dieta vegana globale farebbe crollare le emissioni di gas a effetto serra in atmosfera.
A cura di Andrea Centini

Se tutta l’umanità iniziasse a seguire una dieta esclusivamente basata su alimenti di origine vegetale – dunque una dieta vegana – le concentrazioni di gas a effetto serra in atmosfera verrebbero abbattute in modo significativo nel giro di pochi decenni, con un effetto paragonabile alla riduzione del 70 percento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) previste entro il 2100. I benefici per il pianeta, la biodiversità, gli ecosistemi e ovviamente anche per la nostra specie sarebbero enormi. L’agricoltura animale ha infatti un impatto talmente significativo sul riscaldamento globale che, eliminandola, si fornirebbe ben il 52 percento della riduzione netta di emissioni necessaria per contenere l’aumento della temperatura media entro i 2° C rispetto all’epoca preindustriale. Si tratta della soglia minima raccomandata dagli esperti per evitare le conseguenze più drammatiche dei cambiamenti climatici (la soglia ideale è 1,5° C). In parole semplici, una dieta vegana universale rappresenterebbe un vero e proprio “salvavita” per tutti, animali e uomini.

A determinare i vantaggi di un’alimentazione esclusivamente basata su prodotti di origine vegetale sono stati i due scienziati americani Michael B. Eisen e Patrick O. Brown: il primo è docente presso il Dipartimento di Biologia Molecolare e Cellulare – Howard Hughes Medical Institute dell’Università della California di Berkley; il secondo è professore emerito al Dipartimento di Chimica dell’Università di Stanford. La ricerca è stata condotta sulla base del drammatico impatto degli allevamenti e della zootecnia sul riscaldamento globale; basti pensare che venti delle più grandi aziende zootecniche al mondo emettono più CO2 di quella di Paesi industrializzati come la Francia e la Germania, come rilevato dal rapporto “Meat Atlas: Facts and figures about the animals we eat 2021”. I problemi sono legati anche all’occupazione del suolo per i pascoli / foraggi e alle emissioni dirette del bestiame, metano e protossido di azoto, che sono tra i principali catalizzatori dell’effetto serra assieme all’anidride carbonica. Per questa ragione i due scienziati si sono chiesti quale sarebbe l’effetto sui cambiamenti climatici se si decidesse di eliminare del tutto (gradualmente o istantaneamente) l’agricoltura animale e si iniziasse a seguire una dieta vegetale a livello globale.

Attraverso un modello matematico hanno predisposto quattro scenari differenti: eliminazione immediata di tutta l’agricoltura animale e passaggio a una dieta vegetale; transizione di 15 anni più graduale (e realistica) verso una dieta vegana globale; eliminazione immediata della sola carne bovina e transizione graduale di 15 anni con eliminazione della sola carne bovina. Dalla simulazione è emerso un abbattimento significativo delle emissioni di gas a effetto serra in atmosfera in qualunque scenario, un risultato in grado non solo di avvicinarci all’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media entro i 2° C, ma anche di farci liberare più agevolmente dei combustibili fossili, permettendo una transizione verso le energie rinnovabili meno traumatica soprattutto ai Paesi in via di sviluppo.

Il collagene hi tech per una pelle più tonica ed elastica

Ogni diritto è riservato. Proprietà di https://www.vogue.it/bellezza/article/collagene-viso-contorno-occhi-medicina-estetica-vegano

Inizia una nuova era in fatto di medicina estetica. Quella del collagene viso, ma anche mani e contorno occhi “biotech” estratto dai filamenti della bava dei bachi da seta (e non più di origine bovina, suina o equina), che sono allevati in Giappone secondo altissimi standard e nutriti con un particolare gelso, nel rispetto dei criteri dell’alimentazione biologica. “Viene tutelato il ciclo biologico del baco”, spiega Massimiliano Tocchio, medico estetico a Bergamo. “Significa che, una volta che tesse il bozzolo, non viene soppresso, ma purificato per essere utilizzato in diversi ambiti medici: estetico, ortopedico e anche veterinario, per il trattamento di stomatiti e disturbi oculari degli animali. Visto il livello di purificazione, il rischio di innescare reazioni allergiche e di sensibilizzazione è praticamente pari a zero ed è considerato vegan e cruelty free, al contrario del collagene fino adesso più conosciuto, che è di origine, bovina, suina ed equina”. Insomma un trattamento di medicina estetica che mette d’accordo tutti, compresi animalisti, vegetariani ed ecologisti.

Veniamo all’applicazione. Può essere iniettato per dare tono e compattezza alla pelle e favorire la formazione di fibre elastiche già presenti in natura all’interno della cute. “Non svolge l’azione
volumizzante dell’acido ialuronico ma è un ottimo biostimolante per la texture cutanea”, continua il medico estetico. “Il protocollo standard prevede 3 sedute, ciascuna a distanza di un mese l’una dall’altra e può essere abbinato anche alle iniezioni di botox, dall’azione distensiva o di filler”. 

Di solito il collagene biotech si infiltra con una microcannula (perfetto come collagene viso, ma anche mani e décolleté a tutte le età), in modo da poter eseguire pochi punti di accesso e ridurre, quindi, il rischio di lividi. Per correggere le rughe sottili, come quelle della zona del contorno occhi, si ricorre invece a un ago ad hoc. 

“L’effetto non è immediato ma progressivo e long lasting: è efficace anche per idratare e levigare le labbra, nonché per attenuare le cicatrici da acne, perché stimola nuovo collagene”, precisa Tocchio. “Il livello di sicurezza di questa metodica è molto elevato: il baco da seta è esente da malattie trasmissibili agli esseri umani, cosa che non si può escludere per gli altri ‘tipi’ di collagene e i suoi filamenti son sottoposti a un processo di purificazione chimica che raggiungono una biocompatibilità del 99 per cento”. 

Inizia una nuova era in fatto di medicina estetica. Quella del collagene viso, ma anche mani e contorno occhi “biotech” estratto dai filamenti della bava dei bachi da seta (e non più di origine bovina, suina o equina), che sono allevati in Giappone secondo altissimi standard e nutriti con un particolare gelso, nel rispetto dei criteri dell’alimentazione biologica. “Viene tutelato il ciclo biologico del baco”, spiega Massimiliano Tocchio, medico estetico a Bergamo. “Significa che, una volta che tesse il bozzolo, non viene soppresso, ma purificato per essere utilizzato in diversi ambiti medici: estetico, ortopedico e anche veterinario, per il trattamento di stomatiti e disturbi oculari degli animali. Visto il livello di purificazione, il rischio di innescare reazioni allergiche e di sensibilizzazione è praticamente pari a zero ed è considerato vegan e cruelty free, al contrario del collagene fino adesso più conosciuto, che è di origine, bovina, suina ed equina”. Insomma un trattamento di medicina estetica che mette d’accordo tutti, compresi animalisti, vegetariani ed ecologisti.

Veniamo all’applicazione. Può essere iniettato per dare tono e compattezza alla pelle e favorire la formazione di fibre elastiche già presenti in natura all’interno della cute. “Non svolge l’azione
volumizzante dell’acido ialuronico ma è un ottimo biostimolante per la texture cutanea”, continua il medico estetico. “Il protocollo standard prevede 3 sedute, ciascuna a distanza di un mese l’una dall’altra e può essere abbinato anche alle iniezioni di botox, dall’azione distensiva o di filler”. 

Di solito il collagene biotech si infiltra con una microcannula (perfetto come collagene viso, ma anche mani e décolleté a tutte le età), in modo da poter eseguire pochi punti di accesso e ridurre, quindi, il rischio di lividi. Per correggere le rughe sottili, come quelle della zona del contorno occhi, si ricorre invece a un ago ad hoc. 

“L’effetto non è immediato ma progressivo e long lasting: è efficace anche per idratare e levigare le labbra, nonché per attenuare le cicatrici da acne, perché stimola nuovo collagene”, precisa Tocchio. “Il livello di sicurezza di questa metodica è molto elevato: il baco da seta è esente da malattie trasmissibili agli esseri umani, cosa che non si può escludere per gli altri ‘tipi’ di collagene e i suoi filamenti son sottoposti a un processo di purificazione chimica che raggiungono una biocompatibilità del 99 per cento”. 

Veg statistiche

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Patrizia

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Roberto La Pira

Vegetariani e vegani, in Italia sono oltre l’8% della popolazione. I dati del rapporto Eurispes

Quasi una persona su dieci, in Italia, è vegana o vegetariana. Lo rivelano i dati del Rapporto Italia 2021 di Eurispes, giunto quest’anno alla 33° edizione e presentato lo scorso 13 maggio. Secondo i risultati dell’indagine annuale vegetariani e vegani sono infatti l’8,2% della popolazione. Si tratta di un dato in leggero calo rispetto al 2020, quando erano l’8,9% del totale (la percentuale più alta mai registrata), ma ancora sopra la media del periodo che va dal 2014 ad oggi (7,5%).

Per quanto riguarda i vegetariani, le persone che hanno dichiarato di esserlo sono il 5,8% della popolazione, mentre i vegani sono il 2,4%. A scegliere un regime vegetariano sono più le donne rispetto agli uomini (6,9% contro il 4,7%). Tra i vegani, invece, la situazione è ribaltata: gli uomini sono il 2,7% contro il 2% delle donne. C’è anche chi afferma di non seguire attualmente una dieta priva di prodotti animali, ma di averlo fatto in passato: sono il 6% degli uomini e il 7,3% delle donne. Un dato che non sorprende, considerando che ogni anno il numero di vegetariani e vegani rilevato oscilla.

Continua a leggere su 👉 https://ilfattoalimentare.it/vegetariani-vegani-eurispes.html

Vegetarianismo. Una scelta etica, di gusto e di salute.

https://www.fondazioneveronesi.it/

Chi può trarre beneficio da una dieta vegetariana? Come fare a meno delle proteine animali? Si può crescere un bambino senza carne? E se si eliminano anche le uova? Abolire la carne significa avere bisogno di integratori? La cucina vegetariana è complicata? E se si mangia fuori casa?

Il vegetarianismo è ancora un tema scottante. L’idea piace a moltissime persone attente alla salute e il numero di chi conosce l’importanza di una dieta ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali aumenta ogni giorno. Eppure, nonostante la diffusione di informazioni attendibili di facile accesso, questa scelta crea ancora distorsioni, dubbi e paure a cui medici e scienziati hanno il compito di rispondere.

LA GUIDA DEFINITIVA ALLE MIGLIORI SNEAKERS VEGANE

Ogni diritto è riservato a:

https://vegnews.com/2021/6/the-ultimate-guide-to-the-best-vegan-sneakers

📌 Riporto l’articolo perché può essere di grande aiuto a chi è in cammino verso la cruelty free.

Sandali con il cinturino, alti con plateau, stivali al ginocchio…

Anche se tutte queste opzioni di calzature sono fantastiche quando arriva un’occasione speciale, nessuna batte la versatilità di un buon paio di scarpe da ginnastica. Scarpe da ginnastica leggere, scarpe grosse alla moda e slip-on basic aggiungono il loro tocco speciale a un outfit di tutti i giorni. Che tu stia percorrendo le strade della città per un’intera giornata di commissioni o preparandoti per una serata fuori con i tuoi migliori amici, puoi sempre affidarti alle scarpe da ginnastica di base per risolvere il tuo dilemma del guardaroba. Tuttavia, per coloro che cercano materiali adatti ai vegani, può essere difficile trovare un paio senza materiali dispendiosi e crudeli come pelle, plastica e colla a base animale. Fortunatamente, mentre il mondo della moda si rivolge lentamente a un approccio più eco-consapevole e rispettoso degli animali, ci sono più opzioni che mai per alimentare le tue abitudini di acquisto (vegano). Con artisti del calibro di Nike , Adidas e persino Gucci creano versioni veganizzate dei loro stili iconici, è ora di mettere la sneaker vegana sulla mappa. Continua a leggere per 15 sneakers vegane davvero eleganti adatte a qualsiasi stato d’animo o evento. 

SAYE Modelo ’89 Vegan Lima, $160

Utilizzando pelle di mais, bambù e materiali termoplastici riciclati recuperati dalle fabbriche automobilistiche, la prima sneaker vegana del marchio spagnolo SAYE è un sogno retrò che diventa realtà (è disponibile anche in altri colori pastello come blu, giallo, salmone e lilla). Il marchio di tre anni è focalizzato sul diventare un marchio a rifiuti zero mentre lotta per condizioni di lavoro eque e combatte la deforestazione piantando due alberi per ogni sneaker venduta. 
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VegNewsAvreSneakers

Scarpa AVRE Infinity Glide, $ 145

L’AVRE (che sta per Authentic, Versatile, Responsible e Empowered) di proprietà delle donne sta portando l’eco-friendly a un livello superiore con le sue eleganti sneakers realizzate con bottiglie d’acqua riciclate. La slip-on Infinity Glide del marchio con sede nella California meridionale è super comoda, resistente e lavabile, quindi la tua prossima escursione all’aperto o gita di un giorno intero al centro commerciale sarà un gioco da ragazzi.
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VegNewsCariumaSneakers

CARIUMA IBI Maglia, $ 98

Il comfort incontra lo stile in queste sneakers stringate unisex di CARIUMA, con sede a Rio de Janeiro. L’etica della qualità rispetto alla quantità del marchio si riflette in questo stile facile da indossare e lavabile in lavatrice realizzato con bambù, sughero, PET riciclato, bottiglie di plastica e canna da zucchero. E l’azienda pianta persino due alberi nella foresta pluviale brasiliana per ogni scarpa venduta. Ora, se solo potessimo decidere con quale colore correre. 
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VegNewsSeaVeesSneakers

Piattaforma per sneaker SeaVees Monterey, $ 110

Fondata negli anni ’60 e rivitalizzata negli anni ’00 da Steven Tiller, SeaVees è responsabile del posizionamento delle scarpe da ginnastica come scarpe di tutti i giorni nella moderna società americana (all’epoca era principalmente per la palestra o un’opzione solo per bambini). SeaVees ora offre una varietà di stili vegani tra cui queste sneakers stringate con plateau in adorabili stampe come fragole o pianeta Terra. È quasi troppo carino da indossare… quasi!
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VegNewsSoludosSneakers

Sneaker vegana Soludos Yebo, $ 139

Il favorito delle celebrità Soludos crede che ogni passo sia importante, motivo per cui il marchio con sede a New York ha recentemente lanciato la sua prima sneaker in pelle vegana realizzata con gomma e sughero riciclati. Il comodo Yebo foderato in gommapiuma è disponibile in quattro colori classici tra cui il bianco semplice, il blu navy sofisticato, il vino chic e le opzioni rosa femminile. 
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VegNewsVansSneakers

Vans Eco Theory autentica SF, $ 70

La classica scacchiera Vans si rinnova nel rispetto dell’ambiente nella nuova collezione Eco Theory dell’iconico marchio di skate. Con un’enfasi sull’utilizzo di materiali di provenienza responsabile, Vans utilizza cotone coltivato biologicamente certificato dal Global Organic Textile Standard, canapa antimicrobica che richiede meno acqua per crescere e gomma naturale senza petrolio per suole che mantengono la stessa presa del marchio stili più antichi.
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VegNewsElla&WittSneakers

Sneaker Ella & Witt Goodall, $ 210,85

I fondatori Birgit e Torsten Lasar hanno chiamato l’etichetta tedesca Ella & Witt in onore di due dei residenti nel loro santuario degli animali locale, Gander Ella e la mucca Frau Witt. Prodotta eticamente in Portogallo, la sneaker vegana Goodall, creata con pelle di mais, è un sogno instagrammabile con la sua combinazione di colori vivaci e l’esterno grosso. Prendi il tuo paio di jeans preferiti e una maglietta bianca per il massimo della vestibilità da ragazza cool.
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VegNewsLaneEightSneakers

Lane Eight Trainer AD-1, $ 110

Fondata dai fratelli James e Josh Shorrock, Lane Eight offre calzature eleganti per chi è sempre in movimento. Con oltre 10 colori diversi tra cui un design tie-dye Pride in edizione speciale, questa scarpa da ginnastica leggera presenta un’intersuola in schiuma a base di alghe, tomaia in maglia riciclata e rivestimento in microfibra vegana. Lezione di ciclismo o corsa all’aperto? Avrai solo bisogno di questa scarpa per tutte le tue avventure attive. 
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VegNewsVejaSneakers

Veja V-12 B-Mesh, $ 140

Dopo una visita a una fabbrica di fast fashion in Cina, i fondatori Sebastien Kopp e Francois-Ghislain Morillion sapevano di voler creare un marchio incentrato sulla responsabilità sociale, il commercio equo e la sostenibilità. Entra, il famosissimo marchio francese VEJA preferito dalle celebrità. Aggiungi un tocco di colore a qualsiasi outfit di base con queste scarpe completamente vegane realizzate con gomma amazzonica, scarti di riso e bottiglie di plastica riciclate.  
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VegNewsAdidasSneakers

Sandali Adidas by Stella McCartney Ultraboost, $210

L’iconica stilista eco-consapevole Stella McCartney ha collaborato con l’azienda tedesca di abbigliamento sportivo nel 2005 e da allora ha creato design divertenti e innovativi pensati per ispirare chiunque li indossi. Caso in questione: l’Ultraboost (realizzato con materiali plastici riciclati) è funzionale ma elegante per tutti i fanatici dell’allenamento. Il marchio di abbigliamento e scarpe offre anche versioni veganizzate dei suoi stili popolari, Samba e Continental 80.
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VegNewsGoodNewsSneakers

Buone notizie Palm Ombre Tie Dye High-Top, $ 174

Aggiungi un po’ di divertimento al tuo guardaroba con queste scarpe tie-dye con plateau del marchio di calzature britannico Good News. Questa coppia color pastello è realizzata con suole in gomma riciclata, coloranti non pericolosi, tela di canapa e cotone organico, il che significa che è una buona notizia per il pianeta. Abbina un semplice vestito bianco a questa scarpa grossa per un’invidiabile divisa estiva.
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VegNewsGucciSneakers

Sneaker Gucci Rhyton, $ 790

L’iconica casa di moda Gucci sta finalmente entrando nel gioco della pelle vegana con il rilascio della sua prima linea di sneakers senza animali. Realizzata in Demetra, un’alternativa in pelle creata dal 77% di materie prime a base vegetale come polpa di legno e viscosa, la sneaker Rhyton ha la stessa finitura morbida dei modelli in pelle del marchio.   
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VegNewsLociSneakers

Sneaker vegana Reed x Løci, $ 160

L’attrice vegetariana Nikki Reed ha collaborato con il marchio di lusso sostenibile Løci per lanciare una linea di quattro sneakers vegane, che sono state incluse nelle borse regalo nominate agli Oscar di quest’anno . La sneaker low-cut traspirante è disponibile in bianco, beige, salvia o giallo ed è realizzata con materiali riciclati al 100% tra cui sughero, gomma e plastica oceanica riproposta. 
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VegNewsKumiSneakers

Sneaker KUMI Classic KS, $ 121

Stanchi del loro lavoro dalle nove alle cinque, i co-fondatori Sergio Carvajal de Con e Alexandra Pardo Gómez del Cerro hanno seguito le loro passioni per creare il marchio vegano sostenibile KUMI. Con un design ispirato agli skater della vecchia scuola, queste sneakers leggere e antiscivolo sono disponibili in sei diverse colorazioni e aggiungono un look sporty-chic a ogni vestibilità. Inoltre, ogni paio è realizzato con sughero riciclato e bottiglie d’acqua in plastica per una sensazione ecologica e traspirante.
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VegNewsVessiSneakers

Scarpe da ginnastica per tutti i giorni Vessi, $ 135

Con il suo materiale in maglia impermeabile brevettato, Vessi, con sede a Vancouver, mette alla prova l’innovazione. Questa sneaker vegana resistente alle intemperie presenta un maggiore supporto per l’arco plantare ed è perfetta da portare in vacanza o da portare in macchina per qualsiasi avventura la giornata possa riservare. 
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VegNewsSoiLLSneakers

So iLL x On The Roam Yaya Lavender Roamer, $ 109

Il marchio di abbigliamento da arrampicata So iLL ha collaborato con Aquaman e l’ attore di Game of Thrones Jason Momoa per progettare queste scarpe vegane dai colori vivaci. La scarpa bassa e stringata presenta una tomaia in cotone organico, suola in gomma e una soletta realizzata da BLOOM Foam, un’azienda che trasforma le fioriture di alghe dannose in materiali sostenibili. 
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Economia Vegan

Mercato globale Vegan Ice Cream Dimensioni e quota del settore 2021, crescita, sfide aziendali, opportunità di investimento, domanda, produttori chiave e rapporto di ricerca sulle previsioni per il 2026

Diritti riservati a:

Mercato globale Vegan Ice Cream Dimensioni e quota del settore 2021, crescita, sfide aziendali, opportunità di investimento, domanda, produttori chiave e rapporto di ricerca sulle previsioni per il 2026

Il rapporto finale aggiungerà l’analisi dell’impatto di COVID-19 su questo settore.

Il rapporto di ricerca di mercato globale Vegan Ice Cream 2020-2026 è uno studio specializzato e approfondito del settore Vegan Ice Cream con particolare attenzione all’andamento del mercato globale. Inoltre il rapporto fornisce informazioni riguardanti le dimensioni del mercato Vegan Ice Cream, la valutazione della quota di mercato, la crescita, la struttura dei costi, la capacità, i ricavi e le previsioni per il 2026. Questo rapporto include anche lo studio generale della quota di mercato Vegan Ice Cream con tutti i suoi aspetti che influenzano la crescita del mercato . Questo rapporto è un’analisi quantitativa esaustiva del settore Vegan Ice Cream e fornisce dati per elaborare strategie per aumentare la crescita e l’efficacia del mercato Vegan Ice Cream.

Ottieni un PDF di esempio del rapporto @ www.industryresearch.biz/enquiry/request-sample/15318055

Inoltre, il rapporto di ricerca sul mercato globale Vegan Ice Cream 2020 fornisce una panoramica di base del settore tra cui definizioni, classificazioni, applicazioni e struttura della catena industriale. Il rapporto di mercato globale Vegan Ice Cream viene fornito per i mercati internazionali, nonché per le tendenze dei recenti sviluppi, il panorama competitivo, l’analisi delle opportunità, l’ottimizzazione della catena del valore, l’analisi strategica della crescita del mercato, l’espansione del mercato dell’area e le innovazioni tecnologiche. Vengono discusse le politiche e i piani di sviluppo, nonché analizzati i processi di produzione, le strutture dei costi e le relative entrate. Questo rapporto indica inoltre il consumo di importazione / esportazione, il lancio di prodotti, l’analisi delle vendite, i dati di domanda e offerta, costo, prezzo, entrate e margini lordi.

Principali attori trattati in questo rapporto:
Talenti
Aldi
Littlebabysicecream
NadaMoo
Trader Joe’s
Danone
Bliss Unlimited
Halo
Unilever
Swedish Glace
Sainsbury’s
Ben and Jerry’s
Nestlé
Tofutti Brands

Per capire in che modo l’impatto del Covid-19 è trattato in questo rapporto: www.industryresearch.biz/enquiry/request-covid19/15318055

Geograficamente, vengono trattate le analisi dettagliate di consumi, entrate, quota di mercato e tasso di crescita, storico e previsioni (2014-2026) delle seguenti regioni:
• Nord America
• Europa
• Asia-Pacifico
• America Latina
• Medio Oriente e Africa
• Altre regioni

Informarsi prima di acquistare questo rapporto – www.industryresearch.biz/enquiry/pre-order-enquiry/15318055

Sulla base del prodotto, questo rapporto mostra la produzione, i ricavi, il prezzo, la quota di mercato e il tasso di crescita di ciascun tipo, suddivisi principalmente in:
Portare a casa il gelato vegan
Impulse gelato vegan
Gelato artigianale vegan

Sulla base degli utenti finali / applicazioni, questo rapporto si concentra sullo stato e le prospettive per le principali applicazioni / utenti finali, consumo (vendite), quota di mercato e tasso di crescita per ciascuna applicazione, tra cui:
supermercati
Minimarket
Food & Drink Specialists
Ristoranti
Altri

Il rapporto di mercato di Vegan Ice Cream fornisce risposte alle seguenti domande chiave:
• Quale sarà la dimensione del mercato Vegan Ice Cream e il tasso di crescita nel prossimo anno?
• Quali sono i principali fattori chiave che guidano il mercato globale Vegan Ice Cream?
• Quali sono le tendenze chiave del mercato che influenzano la crescita del mercato globale Vegan Ice Cream?
• Quali sono i fattori di tendenza che influenzano le quote di mercato delle principali regioni del mondo?
• Chi sono i principali attori del mercato e quali sono le loro strategie nel mercato globale Vegan Ice Cream?
• Quali sono le opportunità di mercato e le minacce affrontate dai fornitori nel mercato globale Vegan Ice Cream?
• Quali tendenze, fattori trainanti e sfide industriali stanno manipolando la sua crescita?
• Quali sono i risultati chiave dell’analisi delle cinque forze del mercato globale Vegan Ice Cream?
• Qual è l’impatto di Covid19 sul settore attuale?

Acquista questo rapporto (prezzo 3400 USD (Three Thousand Four Hundread USD) per una licenza per utente singolo) – www.industryresearch.biz/purchase/15318055

Tra gli altri attori nazionali e globali, i dati sulla quota di mercato di Vegan Ice Cream sono disponibili separatamente per globale, Nord America, Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa e Sud America. Gli analisti comprendono i punti di forza competitivi e forniscono un’analisi competitiva per ciascun concorrente separatamente.
Un’altra parte altamente completa dello studio di ricerca e analisi del mercato globale Vegan Ice Cream presentato nel rapporto è l’analisi regionale. Questa sezione fa luce sulla crescita delle vendite di diversi mercati Vegan Ice Cream a livello regionale e nazionale. Per il periodo storico e di previsione dal 2015 al 2026, fornisce un’analisi del volume dettagliata e accurata per paese insieme all’analisi delle dimensioni del mercato regionale del mercato globale Vegan Ice Cream.

Acquista questo rapporto (prezzo 3400 USD (Three Thousand Four Hundread USD) per una licenza per utente singolo) – www.industryresearch.biz/purchase/15318055

Punti chiave dal sommario:
1 Vegan Ice Cream Introduzione e panoramica del mercato
2 Principali risultati dello studio
3 Dinamiche di mercato
4 Catena del valore del mercato Vegan Ice Cream
5 Segmentazione del mercato globale Vegan Ice Cream per tipo
6 Segmentazione del mercato globale Vegan Ice Cream per applicazione
7 Segmentazione del mercato globale Vegan Ice Cream per canale di marketing

Sommario dettagliato del mercato globale Vegan Ice Cream @ www.industryresearch.biz/TOC/15318055

MENÙ DI PASQUA VEGAN

DALL’ ANTIPASTO AL DOLCE – RICETTE FACILI E GUSTOSE

Diritti:

https://www.natureatblog.com/menu-di-pasqua-vegan-dall-antipasto-al-dolce/

Care amiche e cari amici vi auguro una Pasqua senza sofferenza e vi invito a prendere spunto dalle mie ricette per un pranzo nel rispetto di ogni essere vivente.

Oggi suggerisco di visitare il link sopracitato dal quale ho preso le immagini di oggi.

Un abbraccio

Patrizia

Homemade shortcrust pastry quiche with tofu and spinach
Tasty sandwiches with grilled mushrooms and green onions with bran bread on a dark background, top view

Il Fenomeno Vegan è Social

Diritti a: https://icones.it/fenomeno-vegan-social/

Galeotti furono Facebook e Instagram per aver diffuso il fenomeno culinario più in voga del momento, quello Vegan. Dimostrato è il rapporto tra l’aumento del numero dei vegani e il proliferare di gruppi, pagine e profili social della tanto riverita dieta. Lo stile di vita Vegan fa presa nella società moderna e con esso la coscienza di molti onnivori sempre più sensibili ad argomenti come salute ed ecologia, ma soprattutto, più esposti ai nuovi mezzi di diffusione della cultura Vegan.

All’aumento dei vegani hanno notevolmente contribuito i social media, tanto che secondo Ignacio Garcia Zoppi, antropologo digitale e fondatore di Tree Intelligence, le emozioni determinano se una campagna social, contro o a favore di un’istituzione o un brand, arriverà al punto di svolta. Occorre far leva in primis su un pubblico sensibile, tramite immagini che evocano empatia e che fanno sì che il contagio emozionale sia efficace; in secondo luogo deve esserci la presenza di una potenziale minaccia; infine un target istituzionale responsabile da prendere di mira.

I social puntano sulla condivisione di video e foto per la sensibilizzazione al concetto di sofferenza animale attraverso campagne divulgative spogliate dai sensi di colpa. La diffusione, inoltre, passa per mezzo dell’hashtag #vegan e degli account che promuovono uno stile di vita sano, supportati da cambiamenti tangibili nei supermercati, luoghi in cui i prodotti a marchio Vegan sono in crescita. Il mondo Vegan, però, non fa leva solo sul senso di colpa ma anche sul gusto.

A tal proposito, molte sono le riviste in cui trovare ricette, tanti i portali online e i libri in cui scoprire curiosità su come “convertirsi” ad un nuovo stile di vita. In notevole crescita anche gli influencer vegani che organizzano workshop, diventano testimonial e postano foto con l’obiettivo di prendere per la gola i propri followers.
Che dire. Il ruolo dei social media è diventato quello di un vero e proprio ambasciatore di tendenze.

Dieta: in 500.000 accettano la sfida di Veganuary e diventano vegetariani per un mese

Diritti riservati a Valentina Dirindin – dissapore.com

In 500.000 accettano la sfida annuale di Veganuary a diventare vegani per un mese: è il record di sempre, e il successo dell’iniziativa è soprattutto in Gran Bretagna.

Ha raggiungo la cifra record di 500.000 iscritti la sfida di Veganuary a mangiare solo cibi a base vegetale per un mese.

La cifra è il doppio di quella che si era impegnata l’anno precedente a fare la stessa scelta veg. Un quarto di coloro che raccolgono la sfida – 125.000 – sono nel Regno Unito e quest’anno i supermercati britannici, tra cui Tesco, hanno contribuito al successo della sfida promuovendola con le loro pubblicità. Non a caso il mondo veg è uno degli obiettivi delle grandi aziende del food per il futuro.

Veganuary è una campagna globale che prova a coinvolgere le persone nell’universo veg, sfidandole a fare una prova di un mese. Ai partecipanti vengono fornite una serie di ragioni per scegliere di tagliare la quantità di alimenti animali nella loro dieta, dal ridurre la sofferenza degli animali, al migliorare la salute o aldiminuire i danni ambientali causati dalla produzione alimentare.

“Mi sembra davvero che la scelta di una dieta a base vegetale non sia più un tema controverso”, ha detto Toni Vernelli, rappresentante di Veganuary, commentando il successo dell’iniziativa di quest’anno. “Quasi tutti hanno accettato che dobbiamo ridurre i prodotti animali nella nostra dieta per ragioni ambientali”.