Dieta: in 500.000 accettano la sfida di Veganuary e diventano vegetariani per un mese

Diritti riservati a Valentina Dirindin – dissapore.com

In 500.000 accettano la sfida annuale di Veganuary a diventare vegani per un mese: è il record di sempre, e il successo dell’iniziativa è soprattutto in Gran Bretagna.

Ha raggiungo la cifra record di 500.000 iscritti la sfida di Veganuary a mangiare solo cibi a base vegetale per un mese.

La cifra è il doppio di quella che si era impegnata l’anno precedente a fare la stessa scelta veg. Un quarto di coloro che raccolgono la sfida – 125.000 – sono nel Regno Unito e quest’anno i supermercati britannici, tra cui Tesco, hanno contribuito al successo della sfida promuovendola con le loro pubblicità. Non a caso il mondo veg è uno degli obiettivi delle grandi aziende del food per il futuro.

Veganuary è una campagna globale che prova a coinvolgere le persone nell’universo veg, sfidandole a fare una prova di un mese. Ai partecipanti vengono fornite una serie di ragioni per scegliere di tagliare la quantità di alimenti animali nella loro dieta, dal ridurre la sofferenza degli animali, al migliorare la salute o aldiminuire i danni ambientali causati dalla produzione alimentare.

“Mi sembra davvero che la scelta di una dieta a base vegetale non sia più un tema controverso”, ha detto Toni Vernelli, rappresentante di Veganuary, commentando il successo dell’iniziativa di quest’anno. “Quasi tutti hanno accettato che dobbiamo ridurre i prodotti animali nella nostra dieta per ragioni ambientali”.

Vegetariano con “Joia”

Diritti: Simone Bauducco – https://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/Vegetariano-con-Joia-13730506.html

È svizzero, lavora a Milano e si chiama Pietro Leemann uno degli chef vegetariani più famosi d’Europa.

“Il lusso in cucina non è il caviale o il tartufo, ma la relazione diretta con la natura e con i contadini che fanno qualità”. Lo chef svizzero Pietro Leemann è uno dei più importanti chef vegetariani d’Europa. Nel 1989 insieme a un gruppo di amici ha aperto a Milano il “Joia”. “È stato come un fulmine a ciel sereno – racconta lo chef mentre controlla la squadra di giovani cuochi in cucina – in quel periodo c’erano pochi ristoranti vegetariani ed erano per lo più legati a religioni o filosofie”. Il Joia vuole rompere questo schema e ci riesce. A sette anni di distanza dalla nascita, nel 1996, diventa il primo ristorante europeo vegetariano ad ottenere la stella Michelin.

Durante la pandemia, anche il Joia ha iniziato a proporre i suoi piatti per l’asporto: “È stato fondamentale non tanto dal punto di vista delle entrate, ma per mantenere unita la squadra in vista di quando potremo tornare a pieno regime”. Intanto lo chef vive tra la Svizzera e l’Italia: “Ho provato a portare un po’ di “svizzeritudine” in Italia e di “italianitudine” in Svizzera perchè l’essenza della vita è negli scambi. La vita ha senso se ci sono degli scambi”.

Simone Bauducco 

Adidas lancia scarpe vegane realizzate con pelle di fungo

Diritti riservati a: https://vegconomist.com/fashion-und-beauty/adidas-to-launch-vegan-shoes-made-with-mushroom-leather/

Adidas ha rivelato che sta lavorando su scarpe vegane realizzate con un’alternativa in pelle biodegradabile a base di funghi. Per sviluppare le scarpe, ha collaborato con Bolt Threads , l’azienda biotecnologica che produce la pelle.

Conosciuto come Mylo ™ , il materiale è realizzato con micelio, la parte del fungo che si estende sotto terra.

Adidas ha lanciato per la prima volta le scarpe vegane lo scorso giugno , quando ha realizzato versioni senza animali di due delle sue scarpe più iconiche. Sono stati realizzati con poliestere riciclato rivestito in poliuretano. Poco dopo, l’azienda ha lanciato una linea ecologica chiamata Clean Classics , realizzata con materiali naturali e riciclati.

Ma il marchio ha fissato obiettivi di sostenibilità ambiziosi e rendere le sue scarpe biodegradabili è un traguardo importante. Non è ancora chiaro quando saranno disponibili le nuove scarpe a base di funghi.

Le scarpe biodegradabili sono solo una delle iniziative di sostenibilità di Adidas: ha già smesso di utilizzare pellicce di animali nei suoi prodotti e molte delle sue scarpe sono ora realizzate con plastica riciclata raccolta dalle spiagge. Dice che il 60% dei suoi prodotti utilizzerà poliestere riciclato nel 2021 e sta anche lavorando su cotone riciclato. L’azienda mira ad essere carbon neutral entro il 2050.

“La sostenibilità è parte integrante della filosofia aziendale di Adidas”, ha affermato Kasper Rorsted, CEO di Adidas. “Abbiamo collaborato con i nostri fornitori per creare le strutture che permettano di lavorare materiali riciclati su larga scala. Il nostro impegno non solo rende Adidas più sostenibile, ma guida anche lo sviluppo dell’intero settore “.