Vuoi avere successo nel tuo lavoro? Inizia a meditare

Quando ancora se ne parlava poco.

di Chiara Di Cristofaro 9 luglio 2014 – Il sole 24 ORE

Stress, incapacità di mantenere l’attenzione e di prestare ascolto, distrazioni continue, fino ad arrivare ad ansia e depressione. È la sindrome del lavoratore moderno, frammentato tra compiti spesso molto diversi tra loro e troppe task da portare a termine. La cura? Secondo numerose ricerche un aiuto concreto potrebbe arrivare dalla Mindfulness, una tecnica che allena la capacità di prestare un’attenzione consapevole e completa al momento presente. E che come effetto ha quello di migliorare la concentrazione e favorire la produttività, il pensiero creativo e la comunicazione efficace.

Quante volte vi è capitato, durante l’ultima settimana, di dimenticare qualcosa di importante o di urgente che dovevate fare? Di dimenticare ciò che qualcuno vi aveva detto? O di mangiare senza sentire quasi nessun sapore? Quante volte vi è successo di iniziare a fare qualcosa e poi chiedervi: “Cos’è che stavo facendo”? Quante volte vi siete sentiti sovraccarichi di impegni, lavorativi e non, o vi siete ritrovati a rincorrere il tempo per paura di non riuscire a portarli a termine? E quante volte questo stato d’animo vi ha fatto sbagliare o rallentare nel vostro lavoro? O magari reagire in maniera sproporzionata a un’osservazione di un collega o di un superiore?

Questo è un quadro piuttosto tipico per molti lavoratori, manager o imprenditori, donne e uomini indistintamente. Un quadro che si traduce non solo con un clima più teso sul posto di lavoro e in famiglia, ma anche con una minore produttività, a tutti i livelli. A livello psicologico e mentale, parliamo di eccesso di stress, di incapacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione, di pensiero automatico. E da alcuni anni anche da noi (con un buon decennio di ritardo rispetto ai Paesi anglosassoni) si inizia a ragionare su tecniche e strumenti pratici e concreti che possano contribuire al miglioramento di queste situazioni e la chiave sembra essere quella della consapevolezza.

Per allenare la consapevolezza molte sono le tecniche: dallo yoga, al Tai chi o al Qigong, così come diverse forme di meditazione. E una di queste, quella che ultimamente sembra riscuotere maggiore successo in Occidente, è la Mindfulness, una tecnica definita da Jon Kabat-Zinn, che l’ha teorizzata, come «la capacità di porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante». Il programma da lui ideato è un odei più utilizzati, il Mindfulness-based stress reduction (MBSR). La Mindfulness, dunque, non è una semplice tecnica di rilassamento, né una pratica meditativa classica. Ma una sequenza di tecniche che permettono di sviluppare ed allenare la propria capacità di attenzione consapevole nella vita quotidiana. Troppo new age per il mondo imprenditoriale? «In Italia è ancora un po’ questa la percezione nelle aziende – dice Stefano Marchi, psicoterapeuta cognitivo comportamentale ed esperto di Mindfulness – mentre in Gran Bretagna o negli Stati Uniti esistono dei veri e propri programmi aziendali, visto che è dimostrato che una pratica di questo tipo fa bene all’impresa e non solo al singolo. Da noi, per ora, sono i singoli, spesso professionisti e manager che si avvicinano a queste tecniche per migliorare la loro performance lavorativa e il loro livello generale di benessere».

Invece, per esempio, nella Silicon Valley alla fine dello scorso anno molto si è parlato della diffusione della pratica di Mindfulness in aziende come Google o Linkedin, solo per citarne un paio. Con l’obiettivo, concreto, di lavorare meglio, per produrre meglio. Anche perché, in realtà, i benefici sono molto concreti e dimostrati scientificamente.

Le pratiche meditative, in generale, si sono dimostrate efficaci per la riduzione di sintomi legati allo stress come l’ansia e la depressione: una ricerca recente della Johns Hopkins Univeristy di Baltimora ha passato in rassegna tutti gli studi fatti finora sulle forme di meditazione, trovando 47 test clinici con oltre 3500 partecipanti che confermano gli effetti benefici descritti. Non solo, diversi studi (uno per tutti) che si è concentrata sulla Mindfulness ha dimostrato che con otto settimane di training si registra un significativo aumento della materia grigia cerebrale nelle aree associate all’apprendimento, ai processi di memoria, alla regolazione delle emozioni e all’attenzione sostenuta, cioè la capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione su un determinato stimolo per un periodo prolungato di tempo: una facoltà fondamentale che oggi è fortemente messa a rischio dalle modalità di lavoro e di pensiero in multitasking. Inoltre, grazie alla pratica della Mindfulness, si è registrato anche un aumento dell’attività nella corteccia prefrontale sinistra che è stata correlata con la presenza di felicità e benessere, così come si evidenzia un generale miglioramento delle risposte del sistema immunitario.

C’è un filone vero e proprio della Mindfulness che si concentra sui benefici e sul training di Mindfulness in azienda, come per esempio nel libro di Michael Chaskalson “The Mindful Workplace” che promette di fornire strumenti pratici per migliorare l’ascolto e la comunicazione tra colleghi, gestire lo stress e rafforzare le relazioni sul posto di lavoro. Insomma, quella apparente distanza tra una pratica simile (ma non uguale) ad alcune tecniche meditative e la ricerca della produttività sembra non essere così ampia. «Le persone veramente interessate al loro lavoro – spiega il professore ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Udine, Franco Fabbro – sono quelle molto più concentrate su quello che fanno e molto di meno sui risultati. E la consapevolezza orienta sui processi, piuttosto che verso gli obiettivi». E forse solo un percorso consapevole garantisce il raggiungimento della meta.

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