L’amore tenuto nascosto, di Gesù, per gli animali

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Vita Universale
per tutte le culture in tutto il mondo
Gli animali ci implorano:
“Lasciateci vivere!

L’amore di Gesù
per gli animali
finora tenuto nascosto

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Introduzione (Genesi 1,29-31)
Premessa
Parole dei profeti contro i sacrifici di animali descritti nella Bibbia e il mangiar carne
Gesù di Nazaret parlò contro i sacrifici di animali
Gli apostoli erano vegetariani
Anche i Padri della Chiesa ammonirono a non consumare carne
Fu il peccato dell’uomo a rendere “feroci” gli animali!
La fine del Cristianesimo interiore
Il Vangelo della vita perfetta
“Questa è la Mia parola” – Parole del Cristo a favore degli animali
La visione di Isaia (Isaia 11,6-9)

Introduzione(Genesi 1,29-31)

“Poi Dio disse: ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde.
E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.”

Genesi 1, 29-31

Premessa

I testi della Bibbia sono stati redatti nel corso di secoli, da persone che scrissero ciò che era stato tramandato e che corrispondeva ai propri concetti che spesso erano ben poco conciliabili con la volontà di Dio. Ciò vale, per esempio, per gli animali uccisi barbaramente, facendo credere che Mosè avrebbe comandato di compiere ciò davanti agli altari sacrificali. Lo stesso dicasi anche per molte “indicazioni” che sarebbero state date da Dio nel Vecchio Testamento riguardo all’uccisione di bambini, saccheggi e addirittura genocidi; tanto che perfino i nazisti, per le loro azioni, e Lutero, per le sue affermazioni, poterono riferirsi alla Bibbia senza alcun problema per giustificare le proprie azioni, come fecero del resto anche i guerrafondai iugoslavi alcuni anni fa.
Anche il Nuovo Testamento è opera uma-na, ossia una raccolta di testi che venne definita nel suo insieme “Sacra Scrittura” da decreti ecclesiastici. Molti aspetti che sarebbero stati altrettanto “sacri” non vi furono tuttavia inseriti. Molte cose insegnate da Gesù di Nazaret rimasero nascoste in diversi scritti apocrifi e non vennero inserite nella raccolta di scritti che ci viene oggi presentata come vangelo.
Circa 1600 anni fa, quando Girolamo redasse la prima traduzione completa della Bibbia (in latino) su incarico del Papa, egli si trovò sotto la grande pressione esercitata dal potere della Chiesa che stava nascendo e dalle forze politiche. Temi come la reincarnazione, la legge di semina e raccolta e gli insegnamenti portati dal Nazareno in merito ad un rapporto pacifico tra gli uomini e gli animali non trovarono più posto nel-la Bibbia ecclesiastica. La citazione riportata qui sotto dimostra tuttavia che Girolamo era ben al corrente dell’amore che Gesù provava per gli animali.
Nonostante molte cose siano state occultate dalla Bibbia ufficiale, la verità viene alla luce. Questo libretto intende essere un contributo in tal senso.
Con questa raccolta di citazioni vogliamo collegarci al cristianesimo originario e riabilitare Gesù come amico degli animali. Chi desidera aiutarci a diffondere questa verità?

«Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali …

Gesù Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l’inizio. pertanto ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali.»
Girolamo (331 – 420)
(Adversus Jovinanum I,30)

Parole dei profeti contro
i sacrifici degli animali descritti nella Bibbia e il mangiar carne

Nei libri di Mosè si presentano al lettore pagine e pagine in cui si cerca di far credere che Dio volesse che gli animali venissero torturati e uccisi per Lui. Questi testi sono stati manipolati in modo così abile per far credere ai fedeli che Dio sia un essere crudele, brutale, privo di amore e iracondo e che provi gioia nel vedere come gli animali vengono uccisi in modo brutale e insensato. Chi è convinto che ciò corrisponda alla parola di Dio, come le grandi istituzioni cercano di far credere, è vittima dell’adombramento della verità. Chi, invece, ricerca più a fondo ciò che è stato detto dai profeti troverà persino nella Bibbia alcuni aspetti della vera parola di Dio che sono, a quanto pare, sfuggiti ai “correctores” e a coloro che hanno falsificato gli scritti originari.

Osea
«Essi offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li gradisce; si ricorderà della loro iniquità e punirà i loro peccati.»
Osea 8,13

Isaia
«Si sacrifica un bue e si uccide un uomo; si immola un agnello e si strozza un cane; c’è chi fa un’oblazione e offre sangue di porco; chi brucia incenso e venera un idolo. Come costoro si compiacciono nelle loro vie e amano le loro abominazioni.»
Isaia 66,3

Amos
«Io odio e abomino le vostre feste, non mi piacciono le vostre solennità. Se mi offrite olocausti e oblazioni, non le gradisco: ai vostri sacrifici di grasse vittime non volgo nemmeno lo sguardo. Lungi da me la voce dei tuoi canti; non voglio sentire i suoni delle tue arpe. Sgorghi invece la equità e la giustizia come torrente perenne.»
Amos 5,21-24

Geremia
«Che me ne importa dell’incenso importato da Saba, o della canna aromatica che viene da una terra lontana? I vostri olocausti non mi piacciono, e i vostri sacrifici non mi sono graditi.»
Geremia 6,20

Isaia
«Che m’importa dei molti vostri sacrifici? Dice il Signore. Sono sazio degli olocausti degli arieti e del grasso dei vitelli; non gradisco il sangue dei buoi, degli
agnelli e dei capri. Quando venite a presentarvi davanti a me, chi reclamerà questo da voi?»
Isaia 1,11-12
Michea
«Con che cosa mi presenterò al Signore, e mi prostrerò dinanzi al Dio sommo? Mi potrò presentare con olocausti, con vitelli di un anno? Gradirà il Signore migliaia di arieti e libagioni di olio a torrenti? Offrirò forse il mio primogenito per il mio delitto, il frutto del mio seno per il peccato dell’anima mia? Ti è stato fatto conoscere, o uomo, ciò che è bene e ciò che il Signore richiede da te: nient’altro che praticare la giustizia, amare la misericordia e portarti con umiltà con il tuo Dio.»
Michea 6,6-8
.
Isaia
«Quando voi stendete le vostre mani, distolgo da voi i miei occhi, anche se voi moltiplicate le preghiere, io non le ascolto. Le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate le vostre cattive azioni dai miei occhi; cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate l’oppresso.»
Isaia1,15-17

Osea
«Poiché io voglio l’amore più che il sacrificio, la conoscenza di Dio più che gli olocausti.»
Osea 6,6

Geremia
«In verità, io non parlai, né diedi comandi sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d’Egitto.»
Geremia 7,22

«Se avessi fame non lo direi a te, poiché mio è l’universo e quanto contiene.
Mangio io forse la carne dei tori, o bevo il sangue dei capretti?»
Salmo 50,12-13

«Non andate coi bevitori di vino, e nemmeno coi mangiatori di carne.»
Spr. 23,20

Gesù di Nazaret parlò contro i sacrifici di animali

«Io sono venuto per abolire i sacrifici e se non smetterete di compierli, nemmeno l’ira di Dio (la legge di causa ed effet-to) smetterà di colpirvi.»
Parole di Gesù citate da Epifanio, Panarion 3,16

«Io voglio misericordia e non sacrifici.»
Matteo. 9,13

«Non sta forse scritto che la Mia casa do-vrà essere una casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri.»
Gesù in Marco 11,17

Gli apostoli erano vegetariani

per sapere che cosa ha insegnato Gesù sul tema dell’amore per gli animali e riguardo ad un’alimentazione senza carne è utile conoscere come si sono comportati i suoi apostoli e discepoli. Antichi testi, che per ovvi motivi non sono stati inseriti nei canoni della Bibbia, riportano quanto segue:

Pietro
«Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado una verdura.»
Omelie Clementine, XII,6; rec. VII, 6

Paolo
«Gesù mi ha comandato di non mangiare carne e di non bere vino, ma di consumare solo pane, acqua e frutti, per essere puro quando Egli vuole parlare con me.»

Toledoth Jeschu, Ed.Krauss,
Berlino 1902, p. 113, Parole di Paolo
Matteo
«Matteo viveva di semi, frutti degli alberi e verdura, senza carne.»

Clemente Alessandrino
Pedagogo II,1-16

Giovanni
«Giovanni non ha mai assaggiato carne.»
Storico della Chiesa Hegesipp secondo Eusebio
Storia della Chiesa II, 2-3

Giacobbe
«Giacobbe, fratello del Signore, viveva di semi e piante e non toccava né carne, né vino.» Epistulae ad Faustum XXII,3

Esistono indicazioni provenienti anche da altri scritti antichi riguardo ad altri apostoli e discepoli che seguivano un’alimentazione vegetariana o vegana.

Anche i Padri della Chiesa ammonirono a non consumare la carne

I padri della Chiesa o gli scribi ecclesiastici conoscevano ancora le fonti degli scritti originari e li citavano. Molti di loro, a quei tempi, vissero nutrendosi in modo vegetariano/vegano e rinunciando alle bevande alcoliche oppu-re consigliarono di farlo. Da ciò si possono trarre informazioni su come si alimentavano i primi cristiani.

Giovanni Crisostomo riguardo ad un gruppo di cristiani che viveva in modo esemplare:
(354-407)
«Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue; non viene macellata e fatta a pezzi la carne … Da loro non si sente l’odore terribile dei pasti a base di carne …; non si sentono rumori e baccano. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro e di acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Se desiderano un pasto abbondante, le loro leccornie sono costituite da frutti e nel mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una tavola regale.»
Omelie, 69

Clemente Alessandrino
«Infatti, all’interno di una semplicità parsimoniosa non esiste forse una molteplicità di alimenti sani: verdura, radici, olive, erbe, latte, formaggio, frutta e ogni tipo di alimenti essiccati? Come alimenti vanno preferiti quelli che possono essere consumati direttamente, senza dover usare il fuoco, poiché sono sempre pronti e sono i più semplici. Per questo l’apostolo Matteo viveva di semi, frutti con la buccia dura e verdura, niente carne. E Giovanni, che esercitava la parsimonia nel grado più assoluto, mangiava germogli di foglie e miele selvatico. Credo comunque che i sacrifici cruenti siano stati inventati solo dalle persone che cercavano un pretesto per mangiare carne, cosa che avrebbero potuto fare anche senza questi obbrobri davanti a Dio.»
Clemente Alessandrino, Pedagogo II

Quinto Settimio Tertulliano
ca. 160-221

«Tertulliano si impegnò più volte per difendere i cristiani quando venivano incolpati di compiere sacrifici umani. “Come posso definire il fatto che crediate che noi siamo avidi di sangue umano, se sapete che consideriamo un obbrobrio già il sangue degli animali.»
Apol. Cap. 9; cit. da Robert Springer, p. 292

Gregorio di Nazianzo Padre della Chiesa (Cappadocia)

«Il seme di un buon padre di casa è però il buon grano con il quale fa il pane … L’ingordigia di pietanze a base di carne è un’ingiustizia abominevole e io desidero che aspiriate soprattutto alle cose che sono un nutrimento eterno per la vostra anima.»
Robert Springer, Enkarpa 1884

Girolamo
«E’ meglio che non mangi carne e non bevi vino. Infatti, il consumo di vino è ini-ziato con il mangiare carne, dopo il diluvio universale.»
«I cibi puri sono cibi preparati senza spargere sangue.»

«Il consumo di carne, il bere vino e l’abbuffarsi sono il vivaio della cupidigia.»
Girolamo, Adversus Jovinanum I,30

Agostino Aurelio

354-430, Padre della Chiesa e grande dottore di lingua latina della Chiesa dell’antichità, visse cibandosi solamente di alimenti vegetali. Attribuiva al mangiare carne le passioni rovinose degli uomini. In una delle sue opere riporta una citazione di Paolo (Rom. 14,21) secondo la quale egli consiglia di non mangiare carne e di non bere vino.
De vera Religione II,161,168

Basilio il Grande
«Il corpo appesantito con cibi a base di carne viene afflitto da malattie; un modo di vivere parco lo rende più sano e più forte e strappa le radici del male. Le esalazioni dei cibi a base di carne adombrano la luce dello Spirito. Si può difficilmente amare la virtù quando si gioisce di piatti e banchetti a base di carne.»
Basilio il Grande, Enkarpa, 1884

Omelie Clementine
«La carne è un alimento contro natura che appartiene ad un mondo passato.» Omelie Clementine III,45

«Nel paradiso terrestre non c’era vino, non si sacrificavano animali, non si mangiava carne.»

«Fino a che si vive in modo parco, la felicità della casa si moltiplicherà; gli animali saranno al sicuro; non si spargerà alcuna goccia di sangue; non si ucciderà alcun animale. Il coltello dei cuochi sarà inutile; la tavola sarà apparecchiata con frutti donati dalla natura e ci si appagherà di essi.»

Dalle epistole di Basilio il Grande
(329 -379)
cit. da Carl Anders Skriver,
Le origini dimenticate della creazione e del cristianesimo, p. 123

alla prossima pagina

Fu il peccato dell’uomo a rendere “feroci” gli animali!

Gli animali selvatici traggono il loro nome dalla loro natura selvaggia, e non dal fatto di essere stati creati feroci fin dall’inizio…; in realtà fu il peccato dell’uomo a renderli tali. Infatti, dato che l’uomo si è allontanato dalla retta via, anch’essi lo hanno seguito …
Se l’uomo ora si eleva di nuovo ad un’esistenza che corrisponde alla sua natura e non compie più alcun male, anch’essi ritorneranno al loro essere mite originario.

Teofilo di Antiochia
2a metà del II secolo

La creazione attende
che gli uomini si manifestino come figli di Dio

Sappiamo che anche tutta la creazione soffre e geme con noi fino a quel momento. La creazione aspetta con impazienza la rivelazione dei figli di Dio. Essa nutre la speranza di essere pure lei liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Paolo Rm. 8, 19-25

La fine del cristianesimo interiore

L’imperatore Costantino I

L’imperatore Costantino I (285 ca. -337) sostenne la Chiesa cristiana, le concesse la libertà di religione, inserendola nella struttura politico-amministrativa dell’Impero e promulgando numerose leggi che favorirono il clero. In cambio anche la Chiesa lo sostenne, nonostante Costantino non fosse di certo da meno dei suoi predecessori per quanto riguardava la mania del potere, la sete di dominio e la sua crudeltà. Egli condusse molte guerre. I cristiani delle origini che volevano restare fedeli ai loro ideali pacifici furono costretti, con la minaccia della tortura, ad andare in guerra per l’imperatore. Si dice che l’imperatore Costantino facesse riempire di piombo liquefatto la gola di coloro che non volevano mangiare carne.
In tal modo il cristianesimo delle origini fu pressoché cancellato. “Da quel momento, i cristiani vennero costretti ufficialmente a prestare servizio in guerra, a mangiare animali e a bere alcolici.”

Nel Concilio di Nicea (325) egli impose alla Chiesa il proprio concetto di cristianesimo.
A questo punto era necessario adattare anche i vangeli allo spirito del tempo che soffiava e per farlo furono impiegati i cosiddetti “correctores”. Soprattutto nel periodo che seguì il Concilio di Nicea, si dice che molti testi vennero falsificati intenzionalmente. Non si sa in modo certo fino a che punto molte cose fossero state cambiate anche da Paolo ed è possibile presupporlo solamente sulla base di alcune citazioni che sono state tramandate.

Il Medioevo
La persecuzione dei cristiani che vivevano in modo vegetariano/vegano continuò anche nel periodo del Medioevo. In tutti i secoli la Chiesa perseguitò i cristiani delle origini che seguivano un’alimentazione vegetariana e che non approvavano lo sfarzo della Chiesa di Stato pagano. Essi furono in genere denigrati con il marchio di eretici e settari e quindi calunniati, perseguitati ed uccisi.
La base filosofica per la persecuzione avvenuta nel periodo del Medioevo fu posta dal dottore della Chiesa Tommaso d’Acquino. Secondo il suo insegnamento, gli animali non avrebbero un’anima e del resto nemmeno le donne. I cristiani liberi “che nel periodo dell’inquisizione si rifiutavano di uccidere animali furono costretti a macellare pubblicamente un animale oppure ad essere impiccati come eretici. Nel 1051 furono condannati a morte numerosi cosiddetti eretici, perché si erano rifiutati di uccidere e di mangiare dei polli.”*
“Nel Medioevo c’erano numerosi gruppi che volevano ritornare ad un modo di vivere proprio del cristianesimo originario.” Un esempio in tal senso furono i Bogumili o i Catari/Albigesi. Essi erano vegetariani o vegani. Si proponevano di “non uccidere alcun animale, di non mangiare carne e vivere soltanto di frutti” (Walter Nigg). Furono tutti sterminati in modo atroce dalla Chiesa.
Molte persone hanno ancora profondamente radicati nel subconscio questi pregiudizi della Chiesa, nonostante siano convinti di essere persone progressiste. E’ sufficiente sentir parlare di una “setta” per risvegliare in loro gli antichi pregiudizi presenti, nonostante non ce ne sia alcun motivo.
Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituente del cristianesimo, p. 55

Oggi
«Il cristianesimo ecclesiastico odierno, in particolar modo quello cattolico, non ha più quasi nulla a che fare con il cristianesimo originario vero e proprio, con il Nazareno e quindi con il vero insegnamento di Gesù, ma è in primo luogo un insegnamento autoredatto che si basa quasi esclusivamente sull’esercizio e sul mantenimento del potere. Sono sufficienti l’inquisizione, i roghi su cui sono state arse le streghe, le crociate, l’odio nei confronti degli ebrei e delle donne e la collaborazione con i nazionalsocialisti nel cosiddetto Terzo Reich per macchiare di sangue la storia della Chiesa cattolica. Con questo sangue si potrebbero riempire i bacini di tanti mari.

Le feste della Chiesa più solenni – il Natale e la Pasqua – sono anche le più grandi feste del macello dell’anno!»

Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituente del cristianesimo, p. 58

„In verità,Io vi dico, che sono venuto nel mondo per abolire tutti i sacrifici di sangue e il cibarsi della carne degli animali e degli uccelli che vengono macellati dall’uomo.“

Il Vangelo di Gesù, Cap. 75, 9
Rottweil 1986

Il Vangelo della vita perfetta

Fino a che punto coloro che disprezzavano gli animali sia nell’antichità, sia nel Medioevo, agirono contro l’insegnamento del Nazareno risulta dallo scritto apocrifo che porta il titolo „Il Vangelo della vita perfetta”.
Nella premessa della prima edizione (1902) del “Vangelo della vita perfetta” (chiamato anche “Il Vangelo dei Dodici“ oppure „Il Vangelo di Gesù“), G.J.R.Ouseley scrisse: “Questo vangelo originario di ispirazione cristiana costituisce uno dei frammenti più antichi e più completi del cristianesimo orig-inario e viene conservato in un convento bud-dista del Tibet, dove venne nascosto dalla comunità degli Esseni per essere protetto dalle mani di falsari.”
Nelle pagine che seguono riportiamo alcuni capitoli sul tema “L’amore di Gesù per gli animali.”
Il “Vangelo della vita perfetta”,
Humata Verlag, Bad Homburg
e „Il Vangelo di Gesù”, Verlag DAS WORT,
Rottweil 1968

Guai ai cacciatori!

6. Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che addestrava cani per cacciare altri animali; e disse all’uomo: “Perché lo fai?” E l’uomo replicò: “Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi animali? Sono deboli, mentre i cani sono forti.” E Gesù gli disse: “Ti mancano la sapienza e l’amore. Vedi, ogni essere creato da Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c’è di buono in esso e quale utilità ha per te o per l’umanità?
7. E per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere: guarda i campi, come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che portano frutti e le erbe! Che vuoi di più di quanto ti dà l’onesto lavoro delle tue mani? Guai ai forti che abusano della loro forza! Guai al furbo che ferisce le creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno cacciati.”
8. E l’uomo fu assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la caccia ed insegnò loro a salvare la vita anziché uccidere. Ed accettò l’insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace. (Cap. 14)

Gesù libera gli animali

1. Un giorno, dopo che Gesù ebbe terminato il Suo discorso, accadde che in un luogo vicino a Tiberiade, dove vi sono sette fonti, un giovane Gli portò conigli e colombe vive, perché li consumasse con i Suoi discepoli.
2. E Gesù guardò il giovane con amore e gli disse: “Hai un buon cuore e Dio ti illuminerà; ma non sai che in principio Dio diede all’uomo come cibo i frutti della terra, e non lo fece inferiore alla scimmia o al bue o al cavallo o alla pecora; perché dunque dovrebbe uccidere le creature che convivono con lui per consumarne la carne ed il sangue?
3. Voi credete che Mosè abbia comandato a ragione di sacrificare e consumare tali creature e lo fate nel tempio; ma vedi, davanti a te sta Uno ancor più grande di Mosè che viene per abolire i sacrifici di sangue della Legge e i festini, per ristabilire i doni puri e il sacrificio senza macchia di sangue, come era in principio, ossia cereali e frutti della terra.
5. Perciò lasciate in libertà le creature, affinché gioiscano in Dio e non siano motivo di colpa per gli uomini.” E il giovane le liberò e Gesù ruppe le loro gabbie ed i loro lacci.
6. Ma ecco che esse temevano di essere nuovamente imprigionate e non volevano allontanarsi da Lui. Ed Egli parlò loro dicendo di andarsene ed esse ubbidirono alle Sue parole e se ne scapparono piene di gioia (Cap. 28).

Gesù libera gli uccelli

7. E un giorno il ragazzo Gesù giunse in un luogo dove era stata posta una trappola per gli uccelli ed alcuni ragazzi vi stavano appresso. E Gesù disse loro: “Chi ha messo questo laccio per le creature innocenti di Dio? Ecco, costoro verranno imprigionati in un laccio nello stesso modo.” E scorse dodici passeri che sembravano morti.
8. E passò le Sue mani su di essi, dicendo loro: “Volate via e pensate a Me fino a che vivrete.” E si levarono e volarono via con gran cinguettare. I Giudei che videro tutto questo furono molto stupiti e lo raccontarono ai sacerdoti (Cap. 6).

Gesù guarisce un cavallo

1. Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui monti con i Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con sentieri molto ripidi. Lì incontrarono un uomo con un animale da soma.
2. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso. L’uomo lo picchiò fino a che cominciò a sanguinare. E Gesù si avvicinò a lui e gli disse: “Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non vedi che è troppo debole per il peso che porta e non sai che sta soffrendo?”
3. Ma l’uomo replicò: “Che cosa te ne importa? Posso frustare l’animale finché mi piace, perché mi appartiene ed io l’ho acquistato per una grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei vicini e lo sanno.”
4. Ed alcuni dei discepoli risposero e dissero: “Sì, Signore, è così come dice, eravamo presenti quando comprò il cavallo.” E il Signore replicò: “Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si lamenta?” Ed essi risposero dicendo: “No, Signore, non sentiamo come geme e come si lamenta!”
5. E il Signore si rattristò e disse: “Guai a voi che, a causa dell’insensibilità del vostro cuore, non udite come l’animale si lamenta e come implora pietà verso il suo Creatore celeste, e tre volte guai a colui contro il quale grida e si lamenta nel suo tormento!”
6. E, si fece avanti e toccò il cavallo, e l’animale si alzò e le sue ferite erano guarite. Ma all’uomo disse: “Va’ ora per la tua strada e in futuro non picchiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia.”
7. E vedendo sopraggiungere il popolo, Gesù disse ai Suoi discepoli: “Io Sono malato a causa del malato, Io patisco la fame a causa dell’affamato. Io patisco la sete a causa dell’assetato.”
8. Ed Egli disse anche: “Io Sono venuto per abolire i sacrifici e le feste cruente. Se non smetterete di sacrificare e consumare la carne ed il sangue degli animali, l’ira di Dio non cesserà di abbattersi su di voi; così come accadde ai vostri antenati nel deserto che gioivano dei piaceri della carne e che s’imputridirono e furono consunti dalle epidemie (Cap. 21).

Gesù aiuta un cammello

12. Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a smuovere l’animale.
13. Gesù, vedendolo, gli disse: “Perché colpisci tuo fratello?” E l’uomo replicò: “Non sapevo che fosse mio fratello. Non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?”
14. E Gesù disse: “Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest’animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono e non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?”
15. E l’uomo si meravigliò alquanto di questo discorso. Smise di picchiare il cammello e lo liberò da una parte del suo peso. E il cammello salì sul monte e Gesù camminava davanti a lui e non si fermò fino al termine del tragitto di quel giorno.
16. Il cammello riconobbe Gesù, poiché aveva sentito l’amore di Dio in Lui. E l’uomo volle conoscere meglio il Suo insegnamento e Gesù lo istruì volentieri e questi divenne Suo seguace (Cap. 31).

Parole di Gesù contro i sacrifici di sanguet

1. Gesù istruiva i Suoi discepoli nell’atrio esterno del tempio ed uno di loro Gli disse: “Maestro, i sacerdoti dicono che non esiste il perdono dei peccati senza spargimento di sangue. I sacrifici di sangue prescritti dalla legge possono togliere i peccati?”
2. E Gesù rispose: “Nessun sacrificio di sangue, di animali, uccelli o uomini, può togliere i peccati. Come può infatti essere cancellata una colpa versando sangue innocente? No, anzi esso ingrandirà ancor più la colpa.
3. Certo i sacerdoti ricevono tali sacrifici come riconciliazione da parte dei credenti per le trasgressioni commesse contro la legge di Mosè, ma per i peccati contro la Legge di Dio non esiste perdono, se non attraverso il pentimento e il miglioramento (Cap. 33).

Parole di Gesù contro il mangiare carne

4. Non sta forse scritto nei profeti: prendete i vostri sacrifici di sangue ed i vostri olocausti ed aboliteli? Smettete di mangiar carne, poiché Io non ne parlai ai vostri padri, né lo comandai loro quando li liberai dall’Egitto. Ho comandato invece:
5. Ubbidite alla Mia voce e percorrete le vie che vi ho comandato e diverrete il Mio popolo e starete bene. Ma essi non erano disposti a farlo e non ascoltarono.
6. E che cosa vi comanda l’Eterno se non di esercitare giustizia e misericordia e di camminare umilmente con il vostro Dio? Non sta scritto che in principio Dio destinò a tutti gli esseri in carne ed ossa di cibarsi dei frutti degli alberi, dei semi e delle erbe?
7. Ma della casa di preghiera hanno fatto una spelonca di ladri e anziché compiere sacrifici puri d’incenso hanno imbrattato di sangue i Miei altari ed hanno mangiato la carne degli animali macellati.
8. Ma Io vi dico: non versate sangue innocente, né mangiate carne. Siate onesti, amate la misericordia ed agite rettamente e le vostre giornate saranno lunghe sulla terra (Cap. 33).

Gli animali sono nostri fratelli e sorelle

7. Gesù giunse in un villaggio dove vide un gattino randagio che soffriva di fame e Lo implorava miagolando. Lo raccolse da terra, l’avvolse nel suo mantello e lo fece riposare sul Suo petto.
8. E attraversando il villaggio, diede al gatto da mangiare e da bere. Ed esso mangiò e bevve e Gli dimostrò la sua gratitudine. Ed Egli lo diede ad una delle Sue discepole, una vedova di nome Lorenza che se ne prese cura.
9. Ed alcuni del popolo dissero: “Quest’uomo si prende cura di tutti gli animali. Sono forse Suoi fratelli e sorelle da amarli così tanto?” Ed Egli disse loro: “In verità, questi sono i vostri confratelli della grande famiglia di Dio, vostri fratelli e sorelle, che hanno lo stesso soffio di vita dell’Eterno.
10. E chiunque si prende cura del più piccino di essi e gli dà da mangiare e bere nella sua pena, lo fa a Me; e chi permette intenzionalmente che uno di essi abbia a soffrire penuria e non lo protegge quando viene maltrattato, permettendo che avvenga questa malvagità, è come se fosse sta-ta inflitta a Me. Infatti, ciò che avete fatto in questa vita, verrà fatto a voi nella prossima (Cap. 34).

Parole di Gesù sul modo giusto di alimentarsi

1. Ed alcuni Suoi discepoli vennero a Lui e Gli parlarono di un Egiziano, figlio di Belial, che insegnava che non era contrario alla Legge tormentare gli animali, se la loro sofferenza fosse di utilità agli uomini.
2. E Gesù disse loro: “In verità, vi dico, chi trae profitto dall’ingiustizia inflitta ad una creatura di Dio, non può essere retto. E tantomeno coloro che hanno le mani macchiate di sangue oppure la bocca infettata dalla carne possono trattare cose sacre o insegnare i misteri del cielo.
3. Dio dà come nutrimento i cereali e i frutti della terra; e per l’uomo retto questo è l’unico giusto cibo per il corpo.
4. Il ladro che irrompe in una casa costruita da uomini si rende colpevole; ma anche i più piccoli di coloro che irrompono in una casa costruita da Dio sono i più grandi peccatori. Perciò Io dico a tutti coloro che vogliono divenire Miei discepoli: non macchiate le vostre mani spargendo sangue e fate sì che le vostre lab-bra non tocchino carne; infatti, Dio è retto e buono ed ha comandato che gli uomini vivano solamente dei frutti e dei semi della terra.
5. Ma se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento, oppure se diviene pericoloso per voi, liberatelo dalla sua vita nel modo più rapido e con meno sofferenza possibile. Inviatelo nell’aldilà con amore e misericordia e senza tormen-tarlo e Dio, vostro Padre, vi mostrerà misericordia, come voi siete stati misericordiosi verso coloro che sono stati posti nelle vostre mani.
6. E ciò che farete al più piccolo dei Miei figli, lo farete a Me, poiché Io Sono in essi ed essi sono in Me, anzi, Io Sono in tutte le creature e tutte le creature sono in Me. Anch’Io gioisco di tutte le loro gioie ed anch’Io soffro di tutti i loro dolori. Perciò vi dico: siate buoni gli uni con gli altri e con tutte le creature di Dio” (Cap. 38).

La conversione dell’uccellaio

1. E mentre andava a Gerico, Gesù incontrò un uomo con alcune giovani colombe ed una gabbia piena di uccelli che aveva catturato. E vide come soffrivano, perché avevano perso la loro libertà ed avevano anche fame e sete.
2. E disse all’uomo: “Che cosa ne fai?” E l’uomo rispose: “Vivo degli uccelli che vendo e che ho catturato.”
3. E Gesù gli disse: “Che penseresti se un uomo più forte o più furbo di te ti catturasse e ti incatenasse, oppure se gettasse in prigione anche tua moglie o i tuoi figli insieme a te, per venderti e trarne profitto e per guadagnarsi così da vivere?
4. Non sono forse anch’essi creature simili a te, solo più deboli? E non è lo stesso Dio, Padre e Madre, che provvede ad essi come a te? Lascia in libertà questi tuoi piccoli fratelli e sorelle e bada a non rifare più tali cose, ma a guadagnarti onestamente il tuo pane.”
5. E l’uomo si meravigliò di queste parole e della Sua autorità e lasciò liberi gli uccelli che, usciti dalla gabbia, volarono da Gesù e si posarono sulle Sue spalle e cantarono per Lui.
6. E l’uomo Gli chiese di spiegargli il Suo insegnamento e prese la sua strada ed imparò a intrecciare cesti. Si guadagnò il pane con il suo lavoro, distrusse le sue gabbie e le sue trappole e divenne un discepolo di Gesù (Cap.41).

9. «In verità, vi dico, che Io sono venuto nel mondo per abolire tutti i sacrifici di sangue e il consumo della carne di ani-mali ed uccelli macellati dagli uomini.»
(Cap. 75)

Spiegazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci

«I Miei discepoli Mi portarono pani e uva da moltiplicare. In quel giorno Mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando presi nelle Mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del Padre, l’alta forza vitale, si era ampiamente ritirato dai pesci e che Io non avrei creato pesci viventi per poi ucciderli.
Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e che l’uomo non deve ucciderle intenzionalmente …
Dissi loro a senso: … vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col cibo morto.
Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello morto, tra il cibo ad alta e quello a bassa vibrazione.»
(Cap. 28)

Fonti

«Questa è la Mia parola. Alfa ed Omega.
Il Vangelo di Gesù«
Vita Universale, 1994

«Il Vangelo di Gesù“, Verlag DAS WORT«
Rottweil 1986

«Il Vangelo della vita perfetta»,
Humata Verlag, Bad Homburg

«Il vangelo dimenticato«
Cristianesimo e protezione degli animali
Fachverlag für Tierschutz, Monaco

“Questa è la Mia Parola” –
Parole del Cristo a favore degli animali

Oggi non dobbiamo più dipendere da frammenti di vangeli apocrifi per trovare l’amore di Gesù per gli animali, poichè Gesù , il Cristo da più di 30 anni si rivela di nuovo attraverso un profeta. E’ Gabriele, la profetessa e messaggera di Dio.
Nella parola di Dio tramite Gabriele veniamo a conoscenza del fatto che Cristo non è venuto sulla terra solo per noi uomini, ma anche per liberare gli animali e tutta la natura dalle loro sofferenze e dai loro tormenti. Nell’opera di rivelazione divina

„Questa è la Mia parola. Alfa e Omega.
Il Vangelo di Gesù.
La rivelazione del Cristo,
conosciuta oggi dai veri cristiani
in tutto il mondo

il Cristo si rivela sulla Sua vita, sul Suo modo di vivere, pensare e agire quand’era in veste di Gesù di Nazaret. Nella Sua opera di rivelazione, donata tramite Gabriele, si basa sul libro “Il Vangelo di Gesù” conosciuto anche come “Il Vangelo della vita perfetta” spiegando, chiarendo e approfondendo le verità trasmesse in questo libro. In molti passaggi di quest’opera grandiosa, il Cristo parla degli animali e di come noi uomini dovremmo comportarci nei loro confronti.

Visione di Isaia

„Il lupo dimorerà insieme
con l’agnello, la pantera
si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello
pascoleranno insieme e
un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa
pascoleranno insieme; si
sdraieranno insieme i loro
piccoli. Il leone si ciberà di
paglia, come il bue. Il lattante
si trastullerà sulla buca
dell’aspide; il bambino
metterà la mano nel covo
di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente, né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte.”

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