Asparagi al tartufo nero

Ingredienti per 4 porzioni

½ kg. di asparagi
100 gr. di tartufo nero
8 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 limone
Pepe e sale

image

Preparazione
Lavare gli asparagi e tagliare le punte (a 6/7 cm). Cuocerli al dente in acqua salata bollente, scolarli e raffreddarli. Pulire il tartufo e tagliarlo a lamelle. Disporre gli asparagi e il tartufo in piatti individuali. Fare una salsa con l’olio, il limone, sale e pepe e due asparagi frullati e versarla sopra.
Create se volete una spuma di fecola per guarnire.
Servire caldo.

Di Patrizia Vaier
Google Immagini

Zuppa di funghi

Di Elisabetta Pennacchioni
http://www.ilgolosomangiarsano.com

Ingredienti

200 / 300g di funghi
2-4 cucchiai di farina di fagioli borlotti
500 ml di latte soia
Olio
Sale
Prezzemolo
Una manciata di funghi secchi
Erba cipollina
Erbe aromatiche
Crostini di pane

image

Procedimento:
1)Per prima cosa lasciate in ammollo in funghi secchi, quando si saranno ammorbiditi sciaquateli e tritateli bene.

2) Tagliate a fettine sottili i funghi freschi e versateli in una padella abbastanza alta (va bene anche un tegame) con un filo d’olio, sale e qualche mestolo di brodo o acqua, i funghi devono cuocere molto molto bene, quidni lasciateli ammorbidire a fuoco basso per almeno un quarto d’ora. Nel frattempo temperate intanto la farina di borlotti in poco latte.

3) Quando i funghi saranno pronti mettetene da parte 2 cucchiaiate, aggiungete ai restanti nella padella il latte e frullate bene con un minipimer. Unite le erbe aromatiche, la farina stemperata e i funghi che avevamo messo da parte (in modo da avere qualche funghetto intero poi nel piatto) e quelli secchi.

4) Fate sobbollire pochi muti e versate nelle ciotole, decorate con un po’ di funghetti freschi tagliati a fettine, prezzemolo e qualche crostino di pane!

Di carne si muore

Agenpress – http://www.agenpress.it

“Nonostante la diffida e la denuncia avverso il precedente Ministro della Salute per mancata corretta informazione circa i danni, scientificamente e clinicamente dimostrati, derivanti dal consumo di carne alimentare, le Istituzioni continuano ad omettere la realtà.

image

E’ profondamente ingiusto nascondere la verità soprattutto su un tema principale come la salute, ai cittadini è stato tolto l’inalienabile diritto alla corretta e libera informazione, senza omissioni o censure. Come sempre gli interessi delle lobby, nella fattispecie rappresentate dalle industrie della carne, prevalgono sul diritto del popolo di sapere”- dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli – “Non mi meraviglio se a dirigere l’ Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione era il Prof. Cannella (ordinario di Scienza dell’alimentazione nella facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza, dirigente della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione e del Centro interuniversitario internazionale di studi sulle culture alimentari mediterranee nonché membro del Consiglio Superiore di Sanità) che elogiava le doti salutistiche e nobili della carne criticando addirittura l’alimentazione vegetariana i cui praticanti avrebbero dovuti fare i salti mortali per combinare gli alimenti. Ironia della sorte il salto mortale lo ha fatto lui, Cannella è morto all’età di soli 67 anni per tumore all’intestino.”

Malattie vascolari, cancri, ipertensione, diabete ed obesità i reali danni derivanti dall’assunzione alimentare di carne, il Prof. Umberto Veronesi direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia lo dichiara da anni: “Attenti all’alimentazione innesca i tumori più del fumo, la prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola. I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi inesistente nei paesi a dieta priva di carne. Mangiare carne fa male, è cancerogena.” L’oncologo ha spiegato che ad innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l’attività lavorativa e l’inquinamento (4%). Dallo studio “ meat intake and mortality” pubblicato nel 2009 negli Stati Uniti sul bimestrale “ Archives of internal medicine” le conclusioni sono state che consumare carne lavorata, comunque di provenienza industriale, eleva il rischio di morte per tumore e malattie cardiache. La Food and Drug Administration americana conferma: “chi consuma più di 80 grammi quotidiani di carne alza di 8 volte il rischio di tumori allo stomaco ed all’intestino, oltre che alla prostata per gli uomini ed al seno per le donne”. Il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’ American Institute for Cancer Research sottolineano come vi sia una chiara evidenza che le carni rosse e le carni lavorate siano causa di cancro al colon ponendo come obiettivo per la salute pubblica un consumo medio di 300 gr. a settimana (43 gr. al giorno) , e di evitare in modo assoluto carni processate, come pancetta, prosciutto, salame, salsicce, carne in scatola, ecc. Lo studio effettuato dalla Oxford University – Unità cardiologica della Cornell University (ottobre 2010):”diminuendo il consumo di carne si eviterebbero, soltanto in Inghilterra, 31 mila morti per malattie cardovascolari, 9 mila per cancro e 5 mila per ictus ed il servizio sanitario (inglese ndr) risparmierebbe almeno 1,3 miliardi di euro; con l’eliminazione totale del consumo di carne le cifre aumenterebbero ancora di più“ . Il cittadino britannico medio consuma 125 kg di carne l’anno, l’italiano medio intorno ai 92 kg l’anno. La ricerca della Oxford University ha calcolato quello che avverrebbe diminuendo il consumo a 11 kg l’anno (31 gr. giornalieri): si eviterebbero 45.361 morti.

La carne uccide anche in altri modi. La correlazione tra gli allevamenti intensivi, definiti dalla Food and Agricolture Organization, a nome delle Nazioni Unite, “un vivaio di malattie emergenti”e le sostanze chimiche somministrate nel settore carni: tirestatici, ormoni, beta agonisti, cortisonici, ormone della crescita, antibiotici metalli pesanti, mix di sostanze chimiche e mangimi inidonei, comporta lo sviluppo delle note pandemie ed episodi di straordinaria gravità come l’influenza aviaria nel 1999 e 2002, la cosiddetta mucca pazza nel 2001 o le carni suine irlandesi contaminate dalla diossina nel 2008 e l’influenza A suina del 2009 proveniente dal Messico, causando migliaia di decessi in tutto il mondo. “Ogni volta che un virus entra in un nuovo ospite, può mutare”, spiega Michael Greger, responsabile salute pubblica alla Humane Society of United States: “Nelle fattorie con 50 capi, un virus ha solo 50 probabilità di mutare. In quelle con 5 mila maiali ha 50 mila possibilità di trasformarsi in un virus in grado di compiere il salto di specie passando dall’animale all’uomo”. Salto di specie che si è verificato in Messico tra maiali e uomini.

RIBES NERO E CURCUMA, ALTERNATIVE NATURALI AL CORTISONE

Di Giusy Luvara’
http://cervelliamo.blogspot.ch

Il cortisone è un farmaco particolarmente indicato nella cura di numerose malattie che riguardano soprattutto l’apparato respiratorio,come allergie,asma, ma anche di altre,in fase acuta cronica, come le infiammazioni muscolari, quelle tendinee e delle vie nervose, tipiche ad esempio dell’artrite o della sclerosi multipla.

image
Un suo uso prolungato ,come d’altronde anche quello di molti altri farmaci, può causare alcune complicanze , quali l’ipertensione arteriosa, l’ulcera gastrica e l’osteoporosi.
Ci sono casi in cui la causa principale di malattia è molto più grave rispetto alle possibili complicanze causate dall’uso del cortisone, quindi, la sua somministrazione per lungo tempo, è indispensabile.
Esistono delle alternative naturali a questo farmaco, come il ribes nero e la curcuma.

image
Le gemme del ribes nero hanno un’azione simile a quella del cortisone,cioè sulla corteccia surrenale.

Hanno potere inibente sui processi infiammatori,sulla formazione di essudati e regolano le reazioni di natura allergica.
Oltre alle gemme c’è la tintura madre (ottenuta mediante estrazione alcoolica dalla pianta madre ),che viene utilizzata in situazioni che richiedono un effetto immediato, come le infiammazioni articolari,le dermatiti,le dermatosi, gli eczemi, le riniti allergiche, l’orticaria,la cefalea, ma non può essere usata da coloro che soffrono di pressione alta, né durante la gravidanza e l’allattamento.
Un’altra alternativa naturale al cortisone è la curcuma, ha potere antinfiammatorio, il suo principio attivo è la curcumina; ha effetti positivi sull’ uveite, stimola la secrezione biliare e non ha effetti collaterali.

Come sostituire il burro

http://www.ecoo.it

image

Coloro che seguono un’alimentazione vegana forse non sanno che è possibile sostituire il burro. Non per forza, infatti, dobbiamo ricorrere a questo alimento, pur sapendo che esso va in qualche modo a danno dei nostri amici animali. Ci sono d’altronde delle alternative molto valide, che vale la pena di prendere in considerazione, con la possibilità di essere in sintonia con la natura e allo stesso tempo con l’opportunità di introdurre nell’organismo un minor numero di calorie a tutto vantaggio del nostro benessere generale. Esaminiamo nello specifico le soluzioni a cui possiamo fare ricorso, perché esse rappresentano un valido aiuto nell’ambito del nostro vivere green.

Olio extravergine d’oliva

In particolare nei dolci un ottimo sostituto è l’olio extravergine d’oliva, che si può utilizzare sia per le torte che per i biscotti. Teniamo comunque presente che non c’è un rapporto di equivalenza per quanto riguarda le dosi. Infatti, c’è qualche differenza, visto che, per esempio, servono 80 grammi di olio per avere lo stesso effetto svolto da 100 grammi di burro.
In generale, a questo riguardo, possiamo prendere come regola quella di diminuirne di circa il 20% la quantità richiesta dalla ricetta che andiamo a preparare. Tra l’altro, non pensiamo che così metteremo a rischio la buona riuscita del nostro piatto.
Comprenderemo meglio il concetto, se teniamo presente che si tratta anche di una consapevolezza riguardo alla storia e all’evoluzione del cibo.
E’ pur vero che il derivato del latte è tipico della tradizione culinaria soprattutto del Nord Italia, ma anticamente era usato ampiamente come condimento soltanto perché nelle campagne veniva autoprodotto e quindi costava di meno rispetto al ricavato dal frantoio, che invece doveva essere acquistato e quindi implicava delle spese non sempre sostenibili per una famiglia contadina.
Panna di soia

Si può provare anche ad usare la panna di soia, che è meno calorica, ma anche più delicata. Teniamo in considerazione che il rapporto è di 100 grammi a 125 grammi, per cui bisogna aumentare del 25% il totale richiesto dalle indicazioni per mettere a punto il pasto.
Questo ingrediente può essere impiegato anche per la realizzazione di salse, torte salate, pizze e lo possiamo acquistare sia già montato in spray sia nella versione da montare. La composizione in genere è a base di acqua, olio di girasole, semi di soia, sciroppo di frumento ed emulsionanti.
Yogurt di soia

Possiamo provare anche con lo yogurt di soia. In questo caso, la relazione è di 100 su 125 grammi. Anche questa volta, quindi, dobbiamo incrementare del 25%. Teniamo presente che otterremo una notevole riduzione di calorie.
E’ davvero l’ideale anche per rimanere in perfetta forma fisica. Esso può essere preparato anche in casa e non si tratta affatto di un’operazione complicata. Più che altro non dobbiamo dimenticare che, per favorire la fermentazione batterica, può essere aggiunto un cucchiaio di zucchero per ogni litro di latte di soia che utilizziamo. Tutto ciò perché quest’ultimo non ha il lattosio, che può essere considerato il nutrimento basilare per i fermenti vivi.

Come sostituire le uova

http://www.ecoo.it

image

I nostri amici vegani si saranno spesso chiesti come sostituire le uova. In effetti esse costituiscono un ingrediente che ritroviamo in tanti piatti, per cui è importante disporre di una serie di consigli, per riuscire a mettere a punto delle ricette gustose, ma che al tempo stesso si caratterizzino per il rispetto nei confronti degli animali. Le soluzioni ecocompatibili ci sono e sono davvero tante. Ciascuno di noi può scegliere ciò che fa maggiormente al caso proprio, sentendosi completamente in sintonia con la natura. Andiamo nello specifico e vediamo i vari suggerimenti.

Sostituti delle uova nelle polpette
Nelle polpette, nei polpettoni o negli hamburger si può fare ricorso all’uso di patate schiacciate, di riso bollito, di burro di noccioline. Se li mescoliamo con poca acqua bollente, l’impasto sarà più umido e più facilmente malleabile. Se vogliamo rendere il tutto più secco, possiamo invece aggiungere del pangrattato, dei fiocchi di cereali al naturale o della farina, che può essere anche integrale, di riso, di ceci o di mais.

Nelle ricette al forno
Spesso le uova vengono usate nelle ricette da preparare al forno, per rendere più semplice la lievitazione e per legare fra di loro i vari componenti della pietanza. Quindi tutto dipende dallo scopo. In certi cibi si possono semplicemente omettere, perché non influiscono tanto nel fare in modo che l’amalgama lieviti. E’, ad esempio, il caso dei pancakes, per i quali basta aggiungere un cucchiaio d’acqua per ogni uovo previsto. Altre volte è sufficiente semplicemente inserire un cucchiaino di lievito in polvere, tre quarti di cucchiaino di bicarbonato e quasi un cucchiaio di aceto di mele. Questo consiglio potrebbe essere applicato soprattutto per le torte al cioccolato. Altrimenti c’è sempre la farina autolievitante oppure, specialmente quando prepariamo i biscotti, può esserci utile lo sciroppo d’acero. Quest’ultimo va bene anche per la base di alcuni dolci e per i cookies. Essendo già piuttosto zuccheroso, non abbiamo nemmeno il bisogno di ricorrere all’impiego di zuccheri raffinati.

Il tofu per legare
Se abbiamo bisogno di legare fra di loro elementi liquidi, possiamo usare il tofu frullato. Ne basta un quarto di tazza e tra l’altro esso è privo di sapore e quindi può essere largamente utilizzato. La sua funzione è anche quella di rendere più spumose le creme e, se possiamo contare su una certa esperienza, di certo i nostri risultati non potranno che essere soddisfacenti. In alternativa, sempre per mischiare, ci sono anche la mela grattugiata o il purè di prugne. Entrambi sono dei buoni leganti. Non si deve dimenticare, comunque, che i cibi ne vengono appesantiti e inoltre si deve fare attenzione al sapore, perché possono lasciare un retrogusto non sempre gradito. Un altro metodo consiste nell’uso di un quarto di tazza di yogurt di soia, che rende le preparazioni più umide e appetitose. Si può usare in maniera specifica per pani che necessitano di una lievitazione breve o per i muffins.