Per una Pasqua di pace

pasqua di pace

 

 

 

UNA DIVERSA CONCEZIONE DEGLI ANIMALI

Abbiamo bisogno di una diversa concezione, più saggia e forse più mistica, degli animali. Lontano dalla natura universale e vivendo secondo complicati artifici, l’uomo civilizzato osserva le creature attraverso la lente della propria conoscenza, e quindi vede una piuma ingrandita e l’intera immagine ne è distorta. Noi li trattiamo con superiorità per la loro incompletezza. Per il loro tragico destino di aver assunto forme così lontane dalle nostre. E in questo sbagliamo, e sbagliamo enormemente. Perché un animale non deve essere misurato secondo il metro umano. In un mondo più antico e più completo del nostro, essi si muovono finiti e completi, dotati di quell’estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai avuto, vivendo circondati da voci che noi non udiremo mai. Non sono fratelli. Non sono esseri sottostanti. Sono altre entità, intrappolate insieme a noi nella rete della vita e del tempo, prigionieri come noi dello splendore e delle sofferenze della Terra.

H. Beston
Foto reperita in rete

Marmellata di zucca e arance

http://www.veganblog.it/

 

 

Ingredienti:
1 kg di zucca pulita
1 limone bio
4 arance bio
2 c di agar agar

Procedimento:
Tagliare a pezzetti la zucca e metterla in una pentola capiente e irrorarla con il succo del limone.Togliere la scorza alle arance e tagliarle a liste sottili. Spremerle e unire le scorzette e il succo alla zucca. Mettere sul fuoco e cuocere per 1 ora mescolando spesso. Quando si sarà disfatta passarla velocemente con il frullatore ad immersione. Lasciare a riposo qualche  minuto e mescolare con l’agar sciolto in 1/2 tazzina di succo d’arancia. Continuare la cottura per alcuni minuti da quando riprende il bollore. Invasare subito nei vasetti e sterilizzare per 30 minuti dal bollore dell’acqua. Stamani non potevo non assaggiarla sui biscotti con una spruzzata di cannella.

 

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Torta di carote

Per l’impasto, ingredienti asciutti: 2 tazze di farina, 1/4 di tazza di maizena, 1 tazza e 1/2 di zucchero, 2 cucchiaini di cannella. Per l’impasto, ingredienti umidi: 1/4 di tazza di succo d’arancia, 1 tazza e 1/4 di olio dal sapore delicato, 1 tazza di latte di soia, 1 cucchiaio di aceto di mele, 3 tazze di carote grattugiate, 1 tazza di uvetta o frutta secca sgusciata
Per sostituire 2 uova: 4 cucchiai d’acqua + 2 cucchiai di olio + 4 cucchiaini di lievito Ingredienti per la glassa: 1/3 di tazza di polpa di frutto della passione, 1/3 di tazza di sciroppo dolce (riso, golden syrup, etc), 1 cucchiaio di zucchero di canna

 

 

 

 

 

  • Preparazione.

    Preriscaldare il forno a 180 gradi e ungere la teglia o foderarla con carta da forno.

    In una ciotola, mescolare i seguenti ingredienti asciutti: farina, maizena, zucchero, cannella. In un’altra ciotola mettere i seguenti ingredienti umidi: sostituto dell’uovo e due cucchiai di succo d’arancia, e sbatteteli con una frusta, finché non diventano un composto spumoso.

    Unire il contenuto delle due ciotole e versare anche i restanti ingredienti: succo d’arancia rimasto, olio, latte di soia e aceto. Amalgamare bene, ma con delicatezza fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere le carote e, a piacere, uvetta e noci, e impastare nuovamente.

  • Cottura. Versare il composto nella teglia e infornare per circa 45 minuti. Per una cottura perfetta, porre la teglia sulla piastra centrale del forno e osservare la crescita e la doratura della torta. In caso di dubbio, non aprite mai il forno nella prima parte della cottura, quando l’impasto sta ancora crescendo, poiché rischierebbe di “sedersi”, cioè di interrompere la lievitazione e rimanere umida e cruda nella parte interna. Dopo circa 40-45 minuti, quando la torta è cresciuta e l’impasto appare più ruvido e asciutto, potete controllare l’effettivo livello della cottura interna semplicemente infilando uno stuzzicadenti al centro della torta. Se esce pulito e asciutto allora la torta è cotta. A cottura ultimata fate raffreddare e guarnite a piacere.Torta di carote veg

http://www.guidecucina.it/

Sa coccoi prena

Di anna Lucia Loi

https://www.facebook.com/ricettedisardegna

 

Coccoi prena

Fare un impasto con 1 kg di farina, 250 g. circa di semola e un panetto di lievito di birra sciolto in acqua tiepida e salata.

Lavorare per un quarto d’ora circa l’impasto e farlo lievitare per almeno un’ora tenendolo coperto con un panno.

Lessare 1Kg di patate, schiacciarle come per il purè e condirle con un soffritto di olio d’oliva, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio e un mazzetto di menta fresca.

Aggiungere infine 50 g. di formaggio salato (tipo casu ‘e murgia o frue )

Con la pasta lievitata stendere dei dischi di 10 cm di diametro alti 5 mm circa ,mettere 2 cucchiai abbondanti di patate al centro del disco e chiudere il tutto lasciando un buco al centro per far sfiatare le patate.

Infornate a 180 per 12/15 minuti

GRAVIOLA E CANCRO: LA RICERCA E LA DISINFORMAZIONE

https://www.facebook.com/pages/Green-Mind/122966567753067Graviola

 

 

Una grande compagnia farmaceutica era quasi riuscita a far passare sotto silenzio una sbalorditiva ricerca su un anti-cancro naturale
Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia che è risultata essere 10.000 volte più potente di alcuni farmaci chemioterapici
Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (Annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:
Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.
Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale.
Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.
Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.
Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.
In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.
Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.
Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.
Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).
Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizzate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.
Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.

Estratto da:
ISTITUTO delle SCIENZE delle SALUTE
Gennaio 2001 Vol.5, n. 7