Il calcio…

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Tratto interamente da

 http://wellnesseperformance.blogosfere.it/2006/02/calcio-ossa-e-b.html

 

In questi ultimi mesi si è assistito, curiosamente, ad un crescendo di notizie sull’azione del calcio sulle ossa.
Dico curiosamente perché le nuove ricerche e statistiche non dicono nulla che già non si sapesse da almeno dieci anni, ma stanno uscendo fuori tutte quasi contemporaneamente; e certo danno da pensare ai sostenitori del latte a tutti i costi…

I fatti stanno così: nella maggioranza dei paesi del mondo il tasso di fratture ossee è tanto più significativo quanto più elevati sono il consumo di latte, latticini e formaggi e l’aumento di calcio minerale.
Date un’occhiata, ad esempio, a questa comparazione (cliccate sull’immagine per vederla a grandezza naturale), gentilmente fornitami dal dott. Luigi Gallo, curatore di blogosferico di Protonutrizione.

 

In questi post mi piace sempre sottolineare i nostri punti di riferimento procedurali, indispensabili per capire qualcosa della fisiopatologia umana:

  • l’uomo non è un sacco, nel quale si ritrova tutto quanti vi si butta dentro: (per fortuna) elaboriamo, scartiamo, selezioniamo, rifiutiamo, modifichiamo, amplifichiamo la maggior parte delle sostanze che assumiamo con l’alimentazione
  • il valore ed il senso biologico di una sostanza assunta per via orale dipendono almeno dalla fonte di origine di quella sostanza, dagli altri alimenti del pasto, dal nostro momento metabolico e dalla nostra storia alimentare: due persone possono anche assumere pari quantità di un alimento, ma nelle loro analisi si troveranno valori diversi di praticamente tutte le sostanze contenute nell’alimento medesimo.

In effetti, è stato visto che il calcio, di per sé (così come le vitamine o altre sostanza, si veda il post di ieri), non riesce ad essere utilizzato se non è – come dire – portato da altre sostanze, sostenuto da cofattori, amplificato da enzimi, trasportato da carrier specifici, o se nell’organismo sono presenti sostanze che tendono a contrastarne l’effetto. Quasi sempre il significato, la destinazione e l’efficacia di un minerale o una vitamina dipendono dalle sostanze con le quali convive nell’alimento di origine. È per questo motivo che si può – anzi, si deve! – parlare non solo di calcio in quanto tale, ma anche della sua provenienza.

Non date retta alle tabelle nutrizionali, quelle che vi dicono quanta vitamina B c’è in un cibo, o quanto calcio, o magnesio… la quantità non è per nulla importante. Il fattore che pesa di più per la disponibilità e la destinazione di utilizzo di una sostanza nell’organismo è la sua origine biologica: parliamo di vitamina C da un’arancia o da un kiwi? In altre parole, quello che l’organismo riesce a fare con una sostanza dipende sia da noi che dal cibo in cui è contenuta.

È stato visto che il calcio proveniente da latte, latticini e formaggi tende a disporsi principalmente sulla parte esterna dell’osso, creando una struttura “a tubo” piuttosto rigida. Questo potrebbe sembrare un vantaggio, ma una delle caratteristiche più importanti dell’osso sano è la sua elasticità: non marmo dunque, ma acciaio. Una struttura rigida ha un carico di rottura più basso (cioè è meno resistente alla pressione), e resiste meno nel tempo. In molti casi, l’anziano che cade e si spezza la testa del femore cade, nella maggior parte dei casi, perché l’osso si era già spezzato, essendo diventato nel corso dei decenni più duro e rigido.

Dal punto di vista nutrizionale, vi segnalo che le migliori fonti in assoluto per il calcio osseo sono i semi di sesamo (tostati), i cavolacei (cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolbroccolo…) e gli scampi crudi (occhio alla loro freschezza!). Per il sesamo vanno bene 1-2 cucchiai al giorno (ben masticati, altrimenti li… rifacciamo tali e quali). Per aumentarne l’aroma ed esaltarne i sapori vi consiglio di servirli spezzati (cioè parzialmente schiacciati con un pestello): sono molto più buoni!
Assieme ad una fetta di pane (o qualche galletta di riso) ed una tazza di te o di orzo, il sesamo rappresenta un eccellente spuntino, o prima colazione.

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