Pensare di vivere senza annullare altre vite

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La Bhagavad-gita recita “I corpi di tutti gli esseri viventi si nutrono di alimenti che crescono con le piogge.”

Questo pensiero oggi non è più un urlo nel deserto ma è un chiaro messaggio che sta diventando ogni giorno più importante per coloro che amano gli animali e la recente crescita dell’attenzione verso i diritti degli animali coinvolge fortunatamente le nuove generazioni  in modo particolare. L’ahimsa, cioè la non violenza verso tutti gli esseri viventi è una tradizione spirituale dell’India che si sta allargando al mondo occidentale. Molte persone celebri, con nomi risonanti hanno partecipato a campagne contro la violenza sugli animali uccisi per la carne, le pelli o ancora peggio per la sperimentazione in vivisezione.

L’amore che nutriamo per le creature di Dio e la preoccupazione che proviamo sono  fondati sul pilastro della vita. Questa è la visione eccezionale delineata nella Bhagavad-gita. Le mode che si basano su motivazioni flebili possono cambiare, ma un impegno sincero a vivere l’ahimsa fondato sulla reale conoscenza rimane stabile in ogni circostanza. Sri Krisha dice nella Bhagavad-gita: “L’umile saggio illuminato dalla vera conoscenza vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane, e il mangiatore di cani (fuori casta).”

Per poter rispettare ogni forma di vita dobbiamo partire dal presupposto dell’eguaglianza, siamo tutti esseri viventi, anche gli animali hanno un’anima.

Il sapere e la Conoscenza ci istruiscono sul fatto che la violenza sugli animali  è un problema di deontologia ma le sacre scritture dell’antica India, i Veda, ci dicono che chi uccide gli animali direttamente o indirettamente, riceverà una reazione precisa, qualcosa che va al di là degli scrupoli morali e dei rimorsi di coscienza. La reazione a noi destinata può non arrivare immediatamente, ma prima o poi ci sarà, nella forma di malattia, di incidente o di violenza. Quello che viene lanciato, torna indietro come un boomerang, in questo caso, nella forma di pena e di sofferenza. Il vegetarianesimo è una scelta di pace e di rispetto.

 

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