Plutarco e Battiato

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Il cantante vegetariano Franco Battiato nel suo brano “Sarcofagia” ha ripreso un testo di Plutarco (scrittore filosofo di Cheronea, 46 – 127 d.c.) scritto nel De esu carnium. Questo è il testo di Battiato:

“Fu nefasta e temibile l’età del tempo
di profonda e irrimediabile povertà
quando ancora non si distingueva l’aurora dal tramonto
quando l’aria della prima origine, mischiata a torbida
e instabile umidità, al fuoco ed alla furia dei venti,
celava il cielo e gli astri.

Come può la vista sopportare l’uccisione di esseri
che vengono sgozzati e fatti a pezzi
Non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue
le carni agli spiedi crude.
E c’era come un suono di vacche.
Non è mostruoso desiderare di cibarsi
di un essere che ancora emette suoni?

Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.”

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