Il vegetarianesimo non è una moda

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L’occidente apre al vegetarianesimo laico e non settario, motivazioni differenti spingono una moltitudine di persone a  cambiare alimentazione, nascono ristoranti, negozi di alimentari esclusivamente provenienti da vegetali e la nuova medicina si avvicina alla consapevolezza.
Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti più del 90% della produzione di grano in America è destinato all’alimentazione degli animali da macello. Un altro dato importante e significativo è che da sedici chili di grano si ricava un solo chilo di carne bovina. Tutto questo dimostra lo spreco di risorse necessarie per mantenere gli allevamenti intensivi. Produrre più carne significa avere meno cereali per sfamare chi vive nei paesi in via di sviluppo, senza trascurare il problema dell’inquinamento poiché per ottenere proteine animali è necessaria energia dieci volte di più di quella che occorre per ottenere lo stesso tanto di proteine vegetali. Uno studio rivela che se i terreni coltivabili della terra venissero usati per produrre cibo vegetariano ci sarebbe cibo per sfamare l’intero pianeta. Tutto questo si sa fin dall’antichità,  da Pitagora a Leonardo da Vinci, da Rousseau a Benjiamin Franklin, a Shelley e Tolstoi , furono tanti i grandi nella storia a scegliere una dieta vegetariana, anche Socrate promuoveva l’alimentazione ideale per gli uomini nella città del futuro: focacce di frumento e orzo con olive, formaggio di capra, legumi e dolcetti di fichi.
Nel mondo occidentale la popolazione ha superato  abbondantemente il limite di assunzione di proteine animali in base a quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità causando seri danni alla salute, le proteine diventano scorie pericolose per i nostri reni, la fonte primaria di energia per il nostro organismo è costituita dai carboidrati. Coloro che seguono una dieta vegetariana con un’alimentazione equilibrata hanno un fisico potente ed una mente lucida. Nel mondo sportivo abbiamo nomi eccellenti di atleti vegetariani. Chi assume alimenti vegetali è molto meno esposto a malattie cardiovascolari, a tumori, ipertensione e diabete. Gli animali negli allevamenti vivono condizioni di vita assurde e gli vengono somministrati medicinali fin dalla nascita, come antibiotici per combattere i problemi causati dallo scarso igiene e ormoni della crescita che poi finiscono nel nostro corpo. A questi veleni si sommano le sostanze nocive naturali che si sprigionano durante la macellazione e che sono un sintomo fisico della sofferenza dell’animale e dell’effetto che questa ha su di noi, se ce ne cibiamo.  L’industria della carne e quella farmacologica guadagnano migliaia di miliardi l’anno con la loro collaborazione e queste cifre esorbitanti fanno passare in secondo piano la pericolosità dei loro prodotti sulla nostra salute. Secondo molti studiosi l’uomo per le sue caratteristiche fisiologiche affini a quelle delle scimmie e parecchio diverse da quelle degli animali carnivori, non è onnivoro ma frugivoro cioè predisposto ad un’alimentazione a base di frutti e semi.
Negli ultimi anni  l’occidente ha riscoperto il piacere ed il beneficio di un’alimentazione che esclude i cibi di provenienza animale come le carni. Molti movimenti sono nati per favorire il vegetarianesimo, anche per ragioni di etica, non mangiare carne non è soltanto una questione di salute ma una questione d’amore: per gli animali, per la natura, per ogni essere vivente.
Non è possibile restare indifferenti alle barbarie subite dagli animali per soddisfare un bisogno non primario e né vitale per il genere umano.

Patrizia Vaier

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